06/10/2020 19:24:29

Frodi e speculazioni sulle mascherine

I finanzieri del Comando provinciale di Foggia, a seguito di specifici controlli in materia di spesa pubblica, già dalla scorsa primavera avevano avviato un’indagine sulle forniture di dispositivi di protezione individuale ad alcune strutture ospedaliere della Capitanata. L’attività si è conclusa con la segnalazione in Procura di sei titolari di altrettante imprese che tra marzo e aprile hanno fornito ai nosocomi circa 45.000 maschere di protezione individuale, per un importo, oggetto di appalti irregolari, di circa 457 mila euro. 
L’indagine è stata sviluppata nelle province di Foggia, Bari, Taranto, Perugia e Verona, con la verifica delle forniture di mascherine ad alcuni ospedali.
In particolare, una società di Bari che ha fornito 8.000 dispositivi allegando una certificazione rilasciata da un istituto con sede in Brasile che non rientrava tra gli organismi riconosciuti e autorizzati dall’Unione Europea e dal Governo italiano; una società di Altamura che ha fornito 2.000 dispositivi che provenivano da una partita importata da un paese extracomunitario per la quale l’Inail (competente a vagliare le istanze di produttori e importatori) aveva vietato alla società l’immissione in commercio e il conseguente ritiro immediato dal mercato nazionale della merce nel frattempo già ceduta alle strutture ospedaliere; una società di Perugia che ha importato da un paese extracomunitario e successivamente immesso in commercio 11.000 mascherine che, attraverso l’interposizione di altra società di Bari, sono state cedute in assenza di certificazioni comprovanti il rispetto di tutti i requisiti di sicurezza europei e nazionali; tre società di Bari che hanno messo in piedi un’articolata manovra speculativa attraverso plurime cessioni onerose di maschere protettive avvenute nell’arco di una sola giornata, determinando un rincaro ingiustificato della merce superiore all'8.000%, Infatti, in sole 24 ore, le mascherine sono state oggetto di 3 cessioni con connessi rincari di prezzo, passato da quello iniziale d’importazione di 25 centesimi (+IVA) a quello finale di oltre 20 euro (+ IVA).
Complessivamente, sono stati sei gli appalti monitorati per una fornitura totale di 45.000 Dpi della tipologia FFP2 e FFP3, per un controvalore complessivo di circa 457 mila euro; tre persone sono state denunciate a piede libero per “manovre speculative su merci”; altre quattro, a vario titolo, per “frode in commercio”, “frode in pubbliche forniture” e per aver immesso in commercio “DPI non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza”. Sono state sequestrate un migliaio di mascherine non ancora distribuite al personale medico e infermieristico e 158 mila euro è l’ammontare ritenuto dei profitti illeciti, proposti alla Procura di Foggia per il sequestro penale.

Red. 
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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