10/10/2020 08:55:32

La roulette russa del Coronavirus

La storia raccontata in una lettera a Luceraweb dalla signora Mara riporta in maniera perfetta ciò che sta accadendo a Lucera, ma anche in altre città limitrofe. Lo sbracamento estivo fatto di passeggiate, “pizzate” con gli amici, vacanze, serate in discoteca e poi comizi elettorali, incontri e tutto quanto ha creato pericolosi “avvicinamenti”, strette di mano e sbaciucchiamenti vari, ha generato l’insano pensiero che si fosse tornati alla normalità e che il Coronavirus stesse preparando i bagagli per colpire chissà quale Paese lontano. No, l’Italia no. Il Belpaese ha già dato con i suoi 36mila morti. E invece, colpo di scena, Sars-Cov-2 è ancora tra noi. 
La scuola è l’unica a rispettare e far rispettare le regole al proprio interno. Dirigenti, insegnanti e personale scolastico, fatta eccezione per qualche raro esempio negativo in giro per la Penisola, si sono trasformati in una task force di prim’ordine a protezione di tutti, anzitutto degli studenti e poi di se stessi. Fuori c’è lo sfacelo. E a questo proposito la signora Mara tocca il nervo scoperto da cui dipende l’andazzo scellerato di cui a breve si vedranno le conseguenze: la mancanza di controlli.
Siamo passati dalle multe ai pedoni che attraversavano le zone off limits della città, tipo la Villa comunale, al quasi niente. 
A maggio tutti pronti con le rulline a controllare i centimetri tra un tavolo e l’altro e ora, senza lockdown alle spalle e senza limiti di orari, in alcune pizzerie di Lucera la gente è ammassata: nessun distanziamento tra commensali, né tra i tavoli. E se il desiderio di fare cassa sulla pelle degli altri di alcuni esercenti senza scrupoli è fin troppo facile da determinare, la temerarietà degli avventori, francamente, non lo è affatto.
Tanti lucerini stanno giocando alla roulette russa col virus e se ne fregano se prima o poi arriverà l’alert del tampone positivo. Ragazzi, giovani e adulti frequentatori di panchine affollate e locali saturi non hanno alcuna percezione del pericolo. Forse perché si basano sul dato dei decessi e delle terapie intensive, basso in questa nuova fase. 
Probabilmente fanno riferimento solo ai numeri degli asintomatici e ignorano, o fanno finta di non sapere, quali conseguenze porta a tantissime persone l’ammalarsi di Covid-19. Ecco, forse invece degli aridi numeri, bisognerebbe mostrare a questa gente impavida e menefreghista quali sono i veri danni per chi, purtroppo, si contagia e si ammala. Gli spavaldi dovrebbero farsi un giro oggi nei reparti dove ci sono loro concittadini con la polmonite. Li troverebbero allettati, con l’affanno, crisi respiratorie, attacchi di diarrea e vomito e tanti altri sintomi che li indeboliscono a tal punto da non essere in grado di leggere un semplice messaggio Whatsapp, figurarsi di rispondere. Mentre intorno a loro si sperimentano terapie e i vicini di letto muoiono. 
Ecco, questo dovrebbero conoscere del Covid. Dovrebbero sapere cos'è una crisi respiratoria. Dovrebbero sapere di giovani come loro che fino al giorno prima erano a casa a studiare o nel loro ufficio a lavorare e poi si sono ritrovati con l’incognita del futuro scritto su una cartella clinica. Perché tanti guariscono, ma alcuni porteranno per sempre suoi loro organi interni i danni della malattia. Ci sono persone, per farla breve, che l’affanno se lo porteranno per tutta la vita.
C’è a chi va bene e gli sembra di aver avuto un raffreddore e a chi invece va malissimo. E nessuno può prevedere come andrà. 
Girare senza mascherina, stare vicini, continuare a scambiarsi baci sulle guance, anche se si è amici o cugini, oggi, è un azzardo. Un rischio inutile che si fa correre a se stessi e agli altri.
In mancanza di buonsenso e di privazioni della libertà, come è stato da marzo a maggio scorsi, diventano fondamentali i controlli delle forze dell’ordine e di tutti gli organi preposti alla tutela della salute pubblica. Toccare le tasche di chi non vuol indossare la mascherina e non rispetta il distanziamento fisico, in questo momento storico, diviene l’unica arma contro chi fa lo spaccone con la salute degli altri. 

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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