18/10/2020 18:48:53

Versi baciati sul ‘Virus’

Alcuni mesi fa, nel pieno della pandemia, scrissi dei versi baciati che descrivevano la situazione che oggi stiamo rivivendo. Era il 27 marzo. Alcuni giorni addietro, mi ero svegliato nel bel mezzo della notte e avevao cominciato a pensare alle mille cose che vengono alla mente; problemi apparentemente insormontabili che poi svaniscono la mattina dopo. Ma quella notte, al risveglio, mi era sembrato un brutto sogno tutto quello che stava accadendo; da qui l’ispirazione a scrivere alcuni versi baciati che descrivono le sensazioni che tutti noi stiamo vivendo.

Franco Palumbo

IL VIRUS

Stanotte credo di essermi svegliato, 
sarà stata la cena, forse ho esagerato.
Ho sognato e mi pareva realtà,
era come un incanto, e stavo ancora a metà.

Ed il sogno man mano diventava angoscia
da cui volevo venir fuori prima o poscia.
Camminavo per le strade e da lontano, 
tutto intorno mi pareva molto strano.

Non c’era nessuno a cui domandare
non riuscivo a capire cosa potessi fare.
Sempre incosciente nel sonno prolungato
di certo qualcosa di anomalo ho notato.

Tutti fermi, negozi chiusi, auto in sosta
è un sogno ci sta, ma quanto costa?
Eppure non sembra l’ora di chiusura;
tutti sono serrati e avverto la paura.

Poi da lontano d’improvviso odo confuso 
un megafono che mi invita a star rinchiuso.
Mi esorta a restare in casa impietoso, 
con dire alquanto serio e minaccioso.

Ah quanta sofferenza ora percepisco
privato della mia libertà, e non capisco.
E’ ormai mattina, apro gli occhi e mi risveglio
pronto ad affrontare il mio solito impegno.

Presto però prendo coscienza del presente
che mi riporta alla ragione inesorabilmente.
“Ma quale sogno, non è fantasia o indigestione, 
è tutto reale, è una vera maledizione”.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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