16/11/2020 09:47:51

Kublai: con la pandemia la libreria si reinventa

Il settore del libro è stato colpito in maniera dura dal lockdown di marzo-maggio, eppure, alla fine, le previsioni per l’editoria si sono rivelate un po’ meno drammatiche del previsto. Amazon e le vendite online hanno fatto la parte del leone, ma com’è andata invece alle librerie indipendenti?
“Le librerie, in particolar modo quelle indipendenti, hanno saputo reagire subito alle difficoltà. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che avremmo portato i libri a casa dei lettori, spedito pacchi, organizzato incontri sui social. A maggio, mentre le librerie di catena crollavano, quelle indipendenti tornavano ai loro livelli abituali, se non, addirittura, crescevano. La creatività è un fattore determinante di ogni ripartenza: i librai indipendenti italiani hanno saputo essere creativi e intelligenti”. 
Lo spiega a Luceraweb Marco Esposito, che con Pasquale Monaco e Raffaele Checchia, porta avanti da cinque anni il sogno di una libreria-dolceria indipendente a Lucera dal nome Kublai. Una passione che è entrata anche nei cuori dei lucerini, siano essi lettori abituali o meno, che nel periodo della serrata generale hanno sostenuto la libreria di Via Gramsci ordinando i volumi che venivano puntualmente recapitati di persona. “Siamo stati inondati di affetto e di attenzione”, racconta Esposito, che aggiunge: “Ci hanno scritto e seguito in tantissimi, abbiamo consegnato molti libri. Una libreria, soprattutto se indipendente, è un luogo della comunità, fondamentale per la tenuta sociale di un territorio: abbiamo sperimentato cosa vuol dire essere comunità coesa intorno ad un'idea bella di cultura”. 

Come vi eravate organizzati?
Le nostre case sembravano una centrale logistica: abbiamo creato subito un file del nostro catalogo, l'abbiamo mandato ai nostri clienti ed amici, abbiamo invaso i social di attività e proposte. In pochi giorni ci siamo ritrovati a fare scatole e pacchetti, a organizzare veri e propri tour di consegna, abbiamo passato ore al telefono e su Whatsapp a parlare con i nostri lettori.

Che letture si predilegevano in quel periodo e quali oggi, che l'incubo Coronavirus si è riaffacciato?
In molti casi si sono fidati di noi e hanno acquistato i libri consigliati ma anche pacchetti al buio: il lettore decide una cifra e poi lascia fare al libraio. Per il resto abbiamo notato approcci con stati d’animo diversi: c’è stato chi ha utilizzato il lockdown per letture complesse e che necessitavano più tempo e più attenzione, chi aveva voglia di leggerezza. Ora siamo tornati al consumo classico di questo periodo: è tempo di strenne natalizie, le uscite più importanti dell’anno, la maggior parte degli acquisti sono novità. Negli ultimi mesi sono usciti molti libri di virologi sul virus e sul tempo della pandemia: di questi i nostri lettori non hanno nemmeno voluto sentir parlare.
 
Come è stato modificato il vostro lavoro dall'ultimo Dpcm?
Abbiamo chiuso la caffetteria all'interno della libreria (avevamo già limitato gli accessi in osservanza dei Dpcm precedenti). La libreria è rimasta aperta, ma gli accessi sono contingentati, cerchiamo di evitare che si creino assembramenti all'interno. Effettuiamo la consegna a domicilio dei libri per chi la richiede e li spediamo in tutta Italia e in Europa.

Kublai è un centro di aggregazione culturale e sociale, eppure da maggio in poi non avete più proposto i vostri corsi multidisciplinari e, soprattutto, le presentazioni di libri con la presenza di autori. Come mai?
Perché, all'interno dei nostri spazi non era possibile gestire il distanziamento fisico. Quella norma non è mai stata sospesa, nessuno ha mai potuto organizzare un incontro pubblico senza garantire la distanza interpersonale di un metro. All'interno della libreria avremmo potuto ospitare pochissime persone: ma la cultura è un'esperienza necessariamente inclusiva, per questo abbiamo deciso di aspettare e rinviare tutte le attività a quando avremmo potuto organizzarle serenamente. 

Un atteggiamento che si differenzia da quello di alcune attività commerciali che invece in estate hanno scelto di “ammorbidire” le regole.
La responsabilità è alla base della convivenza civile, nessuno può pensare di vivere da solo. Siamo convinti che, essendo pubblici esercenti, dobbiamo fare qualsiasi cosa per tutelare il bene di tutti. E in un momento di emergenza egoismi e personalismi non possono prevalere. Noi non eravamo nelle condizioni di garantire il distanziamento fisico, se qualcuno ha potuto organizzare attività in sicurezza ha fatto bene a farlo.

Più che sulla resistenza sembra che voi puntiate sul reinventarsi: quali iniziative avete attuato o avete in programma per affrontare il futuro?
Se non possiamo vivere come abbiamo sempre fatto ci tocca per forza reinventarci. Stiamo definendo un calendario di incontri che saranno trasmessi live sui nostri canali social, abbiamo ripreso il servizio di consegna a domicilio e vendiamo online in Italia e in Europa grazie a bookdealer.it, il primo e-commerce delle librerie indipendenti italiane: il lettore può scegliere qualsiasi libro e decidere di affidarne la vendita ad una delle oltre cento librerie italiane aderenti. È un'esperienza pensata per tutelare le librerie, il sistema si regge sui costi di spedizione, senza intaccare minimamente il margine dei librai: una rivoluzione vera, in questo modo librai e lettori, insieme, possono arginare lo strapotere arrogante di Amazon e degli store online dei grandi gruppi editoriali.

Natale è un mese importante per il libro. Quest’anno, proprio a causa della pandemia, in Italia, ma soprattutto all’estero, editori e librerie si stanno muovendo attorno allo slogan “Novembre è il nuovo dicembre”. Come pensate di organizzarvi per affrontare questo periodo incerto?
Lo faremo anche noi. Chiederemo ai nostri clienti di anticipare, per quanto possibile, gli acquisti natalizi, magari prenotando i libri a distanza e consegnandoli a domicilio. Natale è, come per tantissime attività commerciali, il periodo più importante dell'anno, dobbiamo essere bravi a trovare soluzioni nuove e adatte alla fatica dei tempi che viviamo.  

Enza Gagliardi

La libreria Kublai di Lucera (foto Serena Checchia)

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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