12/11/2020 09:15:55

Pitta sulla graticola dopo poche settimane

Mercati, scuole, pronto soccorso. E’ trascorso un solo mese dal suo insediamento a Palazzo Mozzagrugno, e il sindaco Giuseppe Pitta è già alle prese con questioni spinose, tutte immancabilmente legate all’emergenza Coronavirus che a Lucera sta facendo registrare una diffusione molto preoccupante. E di conseguenza sale la tensione nella popolazione, ravvivata anche da chi invoca questo o quel provvedimento ritenuto più idoneo a contrastare il contagio, senza contare la contestazione di quelli già adottati.
E allora la gestione del mercato settimanale ritorna con grande frequenza nel dibattito reale e sui social, visto che non sono pochi coloro che giudicano una contraddizione permettere ancora l’appuntamento del mercoledì mattina dopo aver chiuso il cimitero e disposto restrizioni per il centro storico e altri luoghi di possibile assembramento. Pitta ha dimostrato di non volerne sapere, anche perché ci sarebbe intorno a lui una vera e propria opera di lobbing da parte di alcuni rappresentanti di categoria che hanno trovato sponda nell’assessore al Commercio Nicola Di Battista.
“Come è possibile tenerlo aperto ora con 230 positivi mentre è stato chiuso per diverso tempo quando ce n’erano solo 30?”. 
Questa è la sintesi del ragionamento che inevitabilmente, anche se indirettamente, evoca quanto fece Antonio Tutolo in primavera, singolo esempio di una striscia di confronti a cui l’attuale sindaco pare sarà sottoposto a ogni questione di interesse collettivo.
Pitta riuscirà a scrollarsi di dosso questa incombente sovrapposizione con il consigliere regionale che pare sia tornato molto attivo anche sulle questioni strettamente cittadine?
Un altro caso emblematico è quello delle scuole. Da un lato Tutolo ha sempre detto di essere contrario alla loro frequentazione, mentre Pitta ha già fatto capire che, dopo l'escamotage della sanificazione concordata domenica scorsa con i tre dirigenti scolastici, da lunedì gli istituti saranno nuovamente accessibili. In mezzo resteranno famiglie e insegnanti, di nuovo alle prese con le incertezze e le incognite di una didattica mista su cui non è garantita un’adeguata copertura internet dei singoli edifici. 
Riusciranno le scuole a garantire e contemperare i diritti di tutti?
Pitta in entrambi i casi si sta muovendo con grande circospezione, per alcuni eccessiva, con un orecchio sempre proteso verso la Prefettura. I timori sono di possibili problemi di ordine pubblico sul mercato e di una possibile interruzione di pubblico servizio sulle scuole.  
Un fatto è certo: pure la maggioranza a Palazzo Mozzagrugno non appare al momento coesa, se è vero che ci sarebbero non pochi esponenti che su entrambi gli argomenti hanno espresso pubblicamente opinioni diverse, addirittura anche nella recente conferenza dei capigruppo, provocando il malcelato risentimento dello stesso sindaco.
E poi c’è sempre la questione pronto soccorso. “Perchè il sindaco teme di commettere un reato chiudendo ancora le scuole e tollera che abbiano chiuso il presidio del Lastaria non ipotizzando lo stesso profilo di responsabilità per la dirigenza del Policlinico che l’ha deciso?”. 
Questo è il quesito che gira tra chi ragiona in termini politici, magari strumentali, ma con l’intento di metterlo subito in difficoltà, visto che si è sostanzialmente limitato a prendere atto della sospensione del servizio per un periodo non definito. Iter e requisti di riapertura lasciano presagire la necessità di diversi mesi di attesa, con le questioni sanitarie legate alla pandemia a cui si aggiungono le quanto mai possibili lungaggini legate a burocrazia e operatività per gli annunciati lavori da svolgere al suo interno.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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