19/11/2020 15:03:27

Usca sì, Drive ni

Richiesto la settimana scorsa, senza troppi giri di parole del consigliere regionale Antonio Tutolo che aveva invocato addirittura le dimissioni del direttore generale della Asl Vito Piazzolla, il Drive through annunciato da Foggia non ha ancora avviato le sue attività, pur essendo stata installata la postazione davanti all’hotel Palace che si trova nella zona Asi, sulla strada per Pietra. E’ probabile che il personale Asl si insedi lunedì mattina per ricevere i primi pazienti da tamponare con il test molecolare, ma la data di attivazione è stata già rinviata due volte, e non è nemmeno chiaro per quanti giorni alla settimana sarà aperto. 
La struttura ricettiva a sua volta da diverse settimane è di fatto il primo hotel Covid della provincia, vi sono ospitate in realtà non più di una ventina di persone, praticamente tutti asintomatici che non vogliono/posono stare a casa durante la quarantena, o pazienti che possono terminare in una camera di albergo la loro degenza post fase acuta della malattia.

Sempre la scorsa settimana, si era finalmente insediata anche a Lucera l’Unità Speciale di Continuità Assistenziale, con base al palazzo ex Inam di Via Trento dove però non è possibile accedere. La richiesta di intervento deve essere fatta attraverso il medico di famiglia, con l’Usca quindi incaricata di visitare i pazienti a casa e monitorare la situazione sul posto, in vista di un eventuale ricovero e della prosecuzione della degenza in abitazione. 

Nel frattempo il numero dei contagi e dei morti a Lucera continua a salire in maniera velocissima, specie quello dei decessi che ha raggiunto quota 23, considerando quelli che si sono spenti a casa o in ospedale o in Rsa. Quella lucerina intitolata a Michele Darco, invece, non ha fatto registrare alcun caso di positività, mentre sul resto della popolazione la situazione è in continuo accrescimento. I numeri ufficiali sfiorano le 350 persone, considerando tutti gli attuali positivi riscontrati con i tamponi molecolari, ma ci sono indicatori ufficiosi che fanno pensare a quasi un raddoppio delle infezioni quando si dovessero sommare anche quelli che si sono sottoposti solo al test antigenico rapido, quindi bisognoso di conferma clinica. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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