27/11/2020 11:56:00

Dattoli irremovibile sul pronto soccorso

La prima esperienza del Consiglio comunale in video conferenza è stata ai limiti del disastro, con un’accessibilità ai cittadini limitata da frequenti salti di audio che si sono aggiunti alla fisiologica confusione di lavori svolti a distanza tra le persone. Il risultato è stata una seduta a cui si è potuto assistere a intermittenza, rammarico ancora più grande in considerazione della grande importanza dell’argomento iniziale come la chiusura del pronto soccorso.
Per l’occasione ha preso parte anche il direttore generale del Policlinico di Foggia, per il tempo necessario a confermare quanto deciso e disposto a inizio novembre, quando è stata disposta la sospensione delle attività in Viale Lastaria per il presidio di emergenza urgenza. Il dirigente del Riuniti ha evidenziato l’assenza di requisiti strutturali e sanitari che garantiscono la sicurezza, peraltro aggravata da alcuni contagi registrati tra gli operatori.
“La struttura è stata esclusa dal sistema Covid – ha detto Vitangelo Dattoli – e quindi abbiamo necessità di salvaguardare i pazienti ricoverati al suo interno, limitando al massimo i rischi di possibili ingressi di pazienti positivi. Rinnovo l’intenzione di potenziare il pronto soccorso e i percorsi sanitari con appositi specialisti, ma solo quando la situazione epidemiologica lo permetterà, fermo restando che si tratta dell'unico pronto soccorso della Regione a supporto di un ospedale di 'area disagiata' indicato dal decreto Balduzzi”.

Contro di lui si sono scagliati soprattutto Franco Ventrella, Giuseppe De Sabato e Antonio Buonavitacola, contestando la decisione dal punto di vista logistico, politico e sanitario.
“Abbiamo bisogno di chiarezza sui modi, sugli indici e sui tempi – hanno detto manifestando grande scetticismo – e chiediamo una tempistica più certa, anche per dare alla città una rassicurazione sul fatto che c’è attenzione per questo territorio, specie in questo periodo in cui le incertezze e le paure sono tante”.

Il sindaco Giuseppe Pitta ha rinnovato il suo proposito di tenere alta l'attenzione sulla vicenda, promettendo il suo impegno personale e il coinvolgimento del Consiglio e dei sindaci del territorio circostante. "Il pronto soccorso non si tocca, ma adesso le decisioni prese non sono di nostra competenza".

A ogni modo, il risultato finale è stata la votazione di un ordine di giorno, approvato con il voto contrario dei tre esponenti del centro-destra, i quali non sono stati d’accordo sui contenuti troppo generici del documento in cui è stata chiesta la riapertura “nel più breve tempo possibile, con potenziamento e messa in sicurezza”, invitando la direzione del Policlicnico a tenere aggiornato il Consiglio e gli altri sindaci sulle decisione da prendere sul presidio.

Riccardo Zingaro

Luceraweb, anche sulla base delle argomentazioni ribadite dal direttore generale Vitangelo Dattoli, ripropone comunque le cinque domande poste alcuni giorni fa e per le quali non c’è stata ancora risposta:
1. Al pronto soccorso di Lucera era svolto fino all'ultimo giorno il previsto pre-triage, così come avviene in qualunque altro ospedale italiano?
2. È possibile avere una versione ufficiale e definitiva sulla probabile dinamica dei contagi registrati tra il personale del pronto soccorso e su quella di due giorni prima tra i pazienti della Lungodegenza?
3. Perché il Lastaria viene definito "Covid free" se è stata la stessa dirigenza a riferire di alcuni ricoveri Covid avvenuti lo scorso 25 ottobre, a seguito dell'emergenza riscontrata sia a Lucera che alle strutture Covid di Foggia in quelle ore?
4. A prescindere dai deficit strutturali evidenziati per quello di Lucera, esiste un pronto soccorso in cui è possibile garantire la totale sicurezza dal contagio o altra infezione?
5. Non è controproducente svilire e minimizzare l'attività svolta dal pronto soccorso del Lastaria, continuando a sottolineare la ridotta capacità, certamente non voluta da personale e popolazione?

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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