19/12/2020 20:48:35

Come affrontare il Natale in pandemia

Il Natale è vicino. Nel vissuto di quasi tutti, fino allo scorso anno, era fatto di messe affollate, file alle casse dei negozi per l’ultimo acquisto, passeggiate, cenoni della vigilia, pranzi, luci, regali e tante persone riunite a festeggiare. Con l’emergenza sanitaria ed economica quest’anno non potrà essere così. E dunque molti guardano alla ricorrenza più scintillante come a qualcosa di perduto.

Come affrontare, dal punto di vista psicologico, il Natale 2020?
“Se continuiamo a pensare ai Natali passati con una forma di rimuginio, di sicuro quello attuale potrebbe essere inficiato da tutti questi pensieri e reso più negativo. Al contrario, bisogna pensare in maniera positiva al nuovo Natale e far sì che questo Natale alternativo comunque possa essere realizzato nel miglior modo possibile. Così costruiremo un nuovo Natale che non è sulla base del vecchio ma di una nuova realtà. Questo significa normalizzare, non essere legati a dei pensieri rimuginanti che riguardano il passato”. 
Così Giovanna Sasso, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, con cui Luceraweb ha cominciato una serie di incontri sugli effetti psicologici dell’emergenza Coronavirus.

Dottoressa, mentre c’è chi si sta comportando come se niente fosse, ci sono altre persone che invece sono “bloccate” dalla prospettiva di vivere il prossimo Natale.
Una cosa importante che ho notato in questi mesi è che la gente ha smesso di progettare a medio e lungo termine. La non progettazione è legata a un abbassamento dell'umore sul polo depressivo e questo non va bene. Noi possiamo progettare il nostro Natale però naturalmente cambiano le modalità. 
Il concetto che deve passare è se costruirò il mio Natale potrebbe essere migliore dello scorso anno. Dobbiamo ricostruire il nostro Natale sulla base di quello che abbiamo e che possiamo fare, ma questo non vuol dire che sia peggiore. 
Dobbiamo cambiare atteggiamento e solo così potremo trovare quella calma; dobbiamo agire in maniera indiretta sul nostro stato d'animo e portare l'attenzione verso altro, che però non è il passato ma il presente. Il presente, sottolineo, e non il futuro, perché se il futuro lo osserviamo a lungo termine, potremmo vederlo catastrofico e si potrebbe attivare ancora di più l'ansia.

In pratica cosa dovremmo fare?
Tutti i vecchi progetti sono andati in fumo per molte persone, e questo riguarda il passato, mentre se spostiamo la nostra attenzione da ciò che percepiamo nel presente e usciamo dal nostro clima catastrofico si svilupperà uno stato di calma e accompagneremo la nostra mente a ciò che invece stiamo facendo in questo momento e a quello che potremo fare in un futuro più prossimo.
È importante non rinunciare alla propria vita ma costruire una nuova realtà. Quello che dobbiamo fare adesso è con-vivere con questa situazione. Tuttavia la convivenza non implica ritornare alla modalità di prima, perché sappiamo che non è possibile, però costruire una nuova normalità si può
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“Dobbiamo ricostruire il nostro Natale sulla base di quello che abbiamo e che possiamo fare, ma questo non vuol dire che sia peggiore”
Giovanna Sasso
La dottoressa Giovanna Sasso

Ma che cosa ha mandato in tilt il sistema che avevamo prima?
Ciò che sta emergendo da diversi anni - ma che la pandemia ha solo amplificato - è che i valori di un tempo che guidavano le nostre scelte (che non sono delle scelte morali, né ciò che la società ci dice di fare) vanno ricostruiti. L’istituzione famiglia, connessa tutte le altre istituzioni che coinvolgono l'essere umano, è andata in crisi proprio per il fatto che non vengono più elargiti valori ma soltanto contenuti o forme. I rami della vita non sono più così essenziali: famiglia, lavoro, salute, spiritualità, ma anche il divertimento, l'amicizia, la politica, gli hobby, lo studio. Individuare dei valori all'interno di queste aree oggi diventa uno degli elementi su cui poter ricostruire un minimo di realtà. Da lì poi è necessario pianificare delle azioni più sensate in un mondo che invece denuncia ogni giorno azioni purtroppo sempre più insensate.  

Enza Gagliardi
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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