16/12/2020 07:40:16

18 gennaio, data critica per il Covid

Il 18 gennaio 2021 si annuncia come il nuovo “giorno critico” dell'epidemia di Covid. Ne sono convinti gli esperti di Capitanata che negli ultimi dieci mesi hanno avuto a che fare con l'infezione causata dal Sars-cov-2. Sono sicurissimi che, se non saranno prese misure drastiche per il contemimento dell'epidemia, in provincia di Foggia, fino a ieri ancora in zona arancione, si darà inizio alla terza ondata di Coronavirus mentre si sta ancora combattendo la seconda in tutta Italia.

Il virus in famiglia
Tra il 18 e il 20 gennaio è dunque prevista l'escalation di casi secondo il calcolo spietato che chi opera con i dati di tamponi e tracciamento da marzo ormai sa fare con precisione, con oltre un mese di anticipo. 
La ruota del Covid tornerà a girare vorticosamente dopo i pranzi e i cenoni che vedranno riunirsi le famiglie. La tavola imbandita sarà dunque causa e veicolo di maggior contagio insieme alle riunioni dei giovani, ossia quelle adunate clandestine nei garage o nelle case di campagna che da settembre non si sono mai fermate, con il conseguente diffondersi e incontrollato dilagare del contagio nelle rispettive famiglie. 
Perché anche a Lucera piccoli e grandi focolai si sono sviluppati per la maggior parte in ambito domestico, soprattutto durante il pranzo della domenica, ai banchetti di prime comunioni, matrimoni, e pure prima e dopo i funerali. Insomma, in tutte quelle occasioni in cui si è convinti, non si sa su quali basi, di essere immuni al contagio.

Dati ufficiali e comunicazione
Tuttavia, se da un lato nei comportamenti prevalono menefreghismo e incoscienza, dall'altro c'è una lacunosa comunicazione della reale situazione epidemiologica, con bollettini che snocciolano numeri per provincia e regione, senza fornire alcun elemento utile né ai sindaci, che lamentano fin dall'inizio assenza di dati aggiornati, né della cittadinanza. Da marzo è stato sempre un brancolare nel buio tra positivi, negativizzati e deceduti, dato quest'ultimo che da qualche settimana a livelo cittadino fornisce periodicamente Luceraweb.
Al 15 dicembre i positivi erano 554, ma quanti sono i contagiati totali a Lucera dall'inizio della pandemia e nella seconda ondata? 
Il totale dei positivi ufficiali da marzo era di 1.098: di cui un centinaio nella prima ondata e il resto nella seconda. Vale a dire che da ottobre a oggi sono quesi mille i lucerini che si sono infettati. Numeri certificati, ma sottostimati, poiché decine sono i positivi che sfuggono alle segnalazioni, o perché si tratta di ignari asintomatici o perché volutamente evitano di informare il proprio medico di essere dei potenziali infetti.
Sempre al 15 dicembre erano 511, in totale, le persone che sono guarite. Mentre sono 47 i decessi da marzo a oggi, numero che comprende sia gli ospedalizzati che i morti nella propria abitazione e a cui sono sono stati imposti i protocolli anti-Covid per i funerali. 
Persone, la maggior parte, molto in là con gli anni e con diverse patologie più o meno gravi. Ma il Covid si è portato via anche diversi lucerini ancora giovani, in salute e con uno stile di vita sano.

Controlli e comportamenti
Resta il fatto che conoscere i numeri non serve a nulla se poi non si rispettano le regole anti-contagio, ci si affolla nei negozi, al supermercato o si organizzano riunioni serali negli angoli nascosti della città, come è ormai abitudine di molti, e non per forza giovani.  
Il problema è pure la carenza di controlli, perché le segnalazioni di assembramenti scellerati sono riportati quotidianamente sui giornali e sui social. 
Altra questione è la latitanza di tutti quei genitori che consentono ai ragazzi di continuare a fare ciò che vogliono.
Completa lo scenario la circostanza che l'inizio della seconda ondata ha travolto il sistema di tracciamento e di esecuzione dei tamponi. In pratica si è passati all'improvviso dai 60 casi al giorno di marzo-maggio ai 500 di ottobre, ma con lo stesso numero di operatori impiegati. Dopo alcune settimane il sistema in Capitanata si è riassestato, arrivando addirittura ad eseguire più tracciamenti e tamponi delle altre province, e riuscendo oggi a prendere in carico tutti i casi sospetti che vengono segnalati. Questo potrebbe anche spiegare perché risultano più casi in Capitanata rispetto ad altre province pugliesi: il virus ormai circola ovunque, ma tutto sta a cercarlo. Più si eseguono tamponi e più saltano fuori i positivi.

Scenari e menzogne
Gli esperti giudicano catastrofica la situazione che si prospetta a gennaio del nuovo anno. Intanto le scuole riapriranno il 7, proprio subito dopo gli assembramenti domiciliari, e c'è da chiedersi come si affronterà la terza ondata. Perché è vero che arriverà il vaccino, ma la sua distribuzione sarà lenta, con precise categorie che avranno la precedenza. Nel frattempo la realtà racconta di gente che mente sulla propria positività e addirittura va in giro oppure racconta bugie sull'entrata in contatto con un positivo o sui contatti più stretti, nella speranza di evitare l'isolamento a se stessi o a gli altri.
Un fenomeno in preoccupante espansione che vanifica i sacrifici di chi assume tutte le precauzioni anti-contagio e di medici, infermieri e operatori sanitari e del 118 che rischiano tutti i giorni la vita. 
Di fronte a questi comportamenti non può esserci sistema sanitario che regga, scuole che possano difendersi e sacrifici che la popolazione possa compiere. 

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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