20/12/2020 23:17:48

Scuole lucerine tra carenze e sospetti

In vista del prevedibile ritorno a scuola il 7 gennaio, a Lucera più di qualcuno ha cominciato a interrogarsi su come sarà il rientro, ma anche su quanto sta accadendo finora, specie in materia di decisioni e di possibili discriminazioni.
Per esempio, non sono poche le famiglie che si stanno chiedendo le motivazioni del provvedimento del sindaco Giuseppe Pitta che ha confermato fino al nuovo anno la sospensione delle lezioni in presenza di tutte le scuole pubbliche dell’infanzia, ma ha consentito la riapertura di quelle private.
“Il giorno stesso dell’ordinanza ho ricevuto la telefonata della titolare – ha raccontato a Luceraweb un genitore che ha il figlio iscritto in una di queste strutture – la quale ha subito reclamato il pagamento della retta, a prescindere dalla frequentazione di mio figlio”.
Così come accaduto per gli ambulanti e il mercato settimanale, è verosimile supporre che vi sia anche una lobby degli asili privati che ha legittimamente reclamato attenzione per la propria categoria, ma la circostanza non è andata giù a tante famiglie che hanno i bambini nella scuola pubblica e non hanno potuto nemmeno scegliere, a parità di condizioni e situazioni. 
E’ pur vero che il provvedimento è stato dettato dalla triade dei dirigenti scolastici, ma questo andrebbe spiegato ai genitori che si sono sentiti penalizzati, anche perché “quelli che lavorano e non hanno dove lasciare i figli” ci sono pure negli istituti comprensivi cittadini nei quali sono finalmente iniziati i lavori edilizi e strutturali derivanti dal finanziamento di 160 mila euro ricevuto dal Comune.

A quanto si è visto e sentito finora, pare non vada meglio nemmeno per il settore della secondaria di secondo grado. Gli ultimi aggiornamenti sono emersi direttamente dal Consiglio comunale, grazie a un’interrogazione di Davide Colucci che nelle ultime settimane ha battuto parecchio il tasto del settore scolastico, con richieste di chiarimenti e soluzioni per vari aspetti della didattica e della logistica. 
In questa occasione ha sollecitato l’assessore Pierluigi Colomba, nella sua triplice veste di delegato a Trasporti, Pubblica istruzione e Polizia locale, chiedendo quali azioni sono previste per la gestione dei flussi urbani ed extraurbani degli alunni più grandi, oltre a invocare controlli davanti agli edifici sui corretti comportamenti sociali da tenere in questo periodo di pandemia da Coronavirus.
“Non sono previsti orari differenziati per ingressi e uscite secondo quanto richiesto dagli stessi sindaci, per evitare prolungati stazionamenti senza vigilanza da parte di alunni pendolari – hanno risposto Colomba e lo stesso Pitta – mentre stiamo verificando la possibilità di raddoppiare le corse del trasporto pubblico locale con appositi accordi con la ditta che svolge il servizio locale e con il coinvolgimento della prefettura”.
Null’altro al momento, se non la richiesta da parte del sindaco di uno screening di massa su tutta la popolazione docente prima del 7 gennaio, con accoglimento da parte della Asl ancora tutto da veriricare. Nel  frattempo i giorni passano e aumenta il timore di una città impreparata quando sarà il momento di riaccogliere i ragazzi tra i banchi.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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