17/12/2020 20:03:52

Tensioni a Roseto tra sindaco e curia

Nonostante il periodo natalizio, di giorno in giorno a Roseto si fa sempre più evidente la tensione sulle questioni di carattere spirituale, con da una parte il sindaco Lucilla Parisi e dall’altra il parroco don Ivan Clemente sostenuto dal vescovo Giuseppe Giuliano. L’ultimo episodio clamoroso è stato l'arrivo in paese del pastore campano in persona che ha affisso un avviso davanti alla porta della chiesa, comunicando nel giorno dell'Immacolata la sospensione di tutte le attività devozionali e pastorali, a eccezione delle messe domenicali e festive e le esequie dei defunti.
Il provvedimento è stato motivato con la necessità di contenere la larga diffusione del contagio da Coronavirus nella comunità. Niente novena del Natale, quindi, e altre celebrazioni tradizionali e collaterali del periodo, ma a Roseto non sono pochi a lamentare anche la prolungata assenza fisica del parroco, avvistato molto più spesso nella vicina Alberona dove svolge il ruolo di amministratore dopo le dimissioni di don Michele Di Gioia.
Il vescovo ha scritto di “demagogiche superficialità” nei comportamenti di alcuni fedeli, peraltro affermando che “fomentare il nostalgico malcontento di pochi personaggi significa fare il male del paese”, invitando poi a “esternare il proprio dissenso da tentativi di lacerazione”.
E invece la reazione pare non sia stata proprio conciliante, perché lo stesso sindaco ieri pomeriggio ha chiamato a raccolta nella sala consiliare tutti coloro ritengono si debbano prendere “decisioni in merito a una situazione perdurante”, mentre in parrocchia la risposta è stata quella di aprire comunque la chiesa autonomamente e iniziare la novena del Natale senza la presenza di un sacerdote. Un affronto in piena regola, quindi, che agli osservatori esterni appare tuttavia la manifestazione clamorosa di un disagio che arriva da lontano, circostanza che peraltro riecheggia anche in altri territori diocesani, dal nord al sud dei Monti dauni, con pochi sacerdoti impegnati sul campo e molti cittadini scontenti dell’assenza di un parroco in pianta stabile in ogni singolo paese, condizione che è sempre più difficile garantire da diversi anni a questa parte. 
E a poco sarebbero servite anche le soluzioni di coinvolgimento di frati, mentre c’è chi pensa che a Lucera non siano pochi i presbiteri sotto utilizzati o sovrapposti ad incarichi non necessari.
Un Natale di grande turbamento, quindi, per giunta alimentato proprio dalle difficoltà di relazione dettate dalle norme anti Covid, senza contare che si fanno sempre più consistenti le voci che trapelano da Piazza Duomo di un vescovo addirittura in uscita, o comunque sempre meno presente nella sede episcopale. Sarebbe stato lui stesso, infatti, in più di un’occasione, tra il serio e il faceto, a ipotizzare la sua partenza definitiva, ben consapevole, però, che la Santa Sede quasi certamente non nominerà più un pastore alla guida specifica della diocesi nella sua attuale configurazione. 

r.z. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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