05/01/2021 17:38:09

Dissenso unanime contro la Puglia ‘nucleare’

Il Governo ha finalmente svelato la mappa dei siti dove poter costruire il nuovo deposito nucleare nazionale, e ci sono anche la Puglia e la Basilicata con soprattutto la Murgia, il tarantino e le propaggini territoriali verso la Lucania. Sulla carta figurano anche Piemonte, Toscana, Lazio, Sardegna e Sicilia. 
I documenti pubblicati da Sogin - sul sito www.depositonazionale.it - sono frutto di “un lavoro coordinato congiuntamente dai due ministeri (Ambiente e Sanità, ndr), atteso da molti anni che testimonia la forte assunzione di responsabilità da parte del governo su un tema, quello della gestione dei rifiuti radioattivi, che comporta anche per il Paese una procedura di infrazione europea: attualmente i rifiuti radioattivi sono stoccati in una ventina di siti provvisori, che non sono idonei ai fini dello smaltimento definitivo. Le aree interessate sono il risultato di un complesso processo di selezione su scala nazionale svolto da Sogin in conformità ai criteri di localizzazione stabiliti dall’Isin (Ispettorato per la sicurezza nazionale e la radioprotezione), che ha permesso di scartare le aree che non soddisfacevano determinati requisiti di sicurezza per la tutela dell’uomo e dell’ambiente. Ai criteri di esclusione sono seguiti quelli di approfondimento, attraverso indagini e valutazioni specifiche sulle aree risultate non escluse”.
Il sito, comprensivo di un parco tecnologico, è stato stimato su una superficie di circa 200 ettari, con una struttura “a matrioska": 90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle, dove collocare grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati, vale a dire circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività. 

Naturalmente è subito partita una raffica di contrarietà da parte degli amministratori locali (Gravina, Altamura e Laterza per la Puglia) e regionali, con contestazioni di carattere tecnico, sismico, logistico, oltre che politico. I sindaci hanno evidenziato il mancato coinvogimento e soprattutto l’espressione contraria già manifestata dai rispettivi consigli comunali, ricordando i rischi e soprattutto le vocazioni agricole dei territori. 
Critici anche l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Stea che ha definito la mappa “vergognosa”, e lo stesso presidente Michele Emiliano: “Apprendiamo a cose fatte e a distanza di anni dell’inclusione di alcuni comuni pugliesi e lucani tra i siti in cui stoccare residui radioattivi. È ferma e netta la contrarietà della Regione Puglia a questa opzione. Svolgeremo tutti gli approfondimenti tecnici del caso, geologici e ambientali, per motivare anche sotto questo aspetto l'incompatibilità di questa scelta irragionevole che contrasteremo in ogni sede. I nostri sforzi verso un modello di sviluppo improntato sulla tutela dell’ambiente e della salute sono noti a livello internazionale. Non si può imporre, ancora una volta, scelte che rimandano al passato più buio, quello dell’assenza della partecipazione, dell’umiliazione delle comunità, dell’oblio della storia e delle opportunità. Lo Stato e la Regione hanno, in quei luoghi, istituito il Parco nazionale della Murgia e il parco regionale più grande, quello delle Gravine, quali presìdi delle biodiversità e simboli dello stile di vita verso cui i pugliesi hanno deciso di andare. Le comunità della Murgia pugliese sono in continuo cammino, in evoluzione costante nel turismo, nell’agricoltura moderna, nella zootecnia basata sul benessere animale, nelle produzioni artigianali che finalmente superano i confini regionali e rendono riconoscibile una storia. Una identità vera che profuma di futuro e non può essere sporcata con la parola nucleare, incubo del passato”. 

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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