08/01/2021 12:53:38

Lucerini truffati e truffatori lucerini

Ennesima storia di truffa a Lucera, con protagonisti due campani di 26 e di 50 anni, scoperti e denunciati dalla polizia di Stato a cui si era rivolta una titolare di un bar tabaccheria che è stata raggirata per una somma di 8 mila euro. La vicenda risale a settembre scorso quando la donna è stata contattata telefonicamente da un sedicente rappresentante di Lottomatica che l’avrebbe invitata ad effettuare un aggiornamento del terminale presente nel suo esercizio. 
L’uomo l’avrebbe invitata a procedere, accompagnandola passo-passo nell’effettuazione di alcune semplici “operazioni”, mediante messaggi WhatsApp sul telefono privato. La donna si è fidata, facendo ben otto ricariche su due carte Postepay, facendole credere che fossero “nulle”, cioè transazioni di prova e dimostrative, e invece erano reali. Quando se n’è accorta, era troppo tardi, i soldi erano già tutti partiti. E a quel punto si è rivolta all’Ufficio Anticrimine del commissariato di Via Po. 

Tuttavia nel marasma delle truffe non mancano pure i lucerini come autori e protagonisti. In effetti proprio la polizia postale ha diffuso il suo report sull’attività svolta nel 2020, evidenziando che sono in aumento i reati del mondo di internet, anche in Puglia. I numeri parlano di indagini su 2.935 casi, tra pedopornografia, diffamazioni, truffe on line, stalking e revenge porn, con la denuncia di 736 persone, 4 arresti e 63 perquisizioni.
I dati non lo riportano con precisione, ma tra gli autori di truffe on line figurano anche parecchi lucerini, spesso scovati dalle sezioni di altre regioni italiane a cui si sono rivolte le vittime di raggiri mediante la vendita di prodotti poi mai consegnati agli ignari acquirenti. 
Nel totale dell’anno ci sono 1.631 truffe con 266 indagati e un arrestato, 115 casi di diffamazione on line, 16 di stalking, 3 di revenge porn (il reato che punisce chi utilizza materiale privato con lo scopo di colpire un ex congiunto) e 34 di sextortion (estorsioni effettuate dietro la minaccia di diffondere materiale pornografico).
Sulla pedopornografia, in Puglia sono stati registrati 35 casi con 75 indagati, 48 perquisizioni, due persone arrestate e 9.189 giga di materiale sequestrato. 
Non sono da trascurare i percorsi formativi degli investigatori su varie tecnologie emergenti (5G, blockchain, IoT, AI), attuate con il mondo accademico in tema di sicurezza informatica e digital forensics, finalizzati a studiare dinamiche e migliorare i tracciamenti delle transazioni finanziarie, specie per le criptovalute utilizzate per fini criminali o per altri reati cibernetici.

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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