06/01/2021 10:11:00

Ritorno a scuola tra obblighi e scelte

“Buona scuola a tutti!”. Così si chiude il breve messaggio lasciato ieri sera su Facebook dal sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta, che a distanza di un paio d’ore dall’ordinanza regionale ha messo una pietra sulla “questione scuola”.
Già infatti il documento firmato da Michele Emiliano ieri pomeriggio aveva suscitato molte perplessità di fronte alla disposizione di lasciare di nuovo la scelta ai genitori, tranne che per le superiori.
“In Puglia le scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, saranno in Ddi, Didattica digitale integrata, fino a venerdì 15 gennaio”, recita la prima ordinanza del 2021. Insomma, lezioni a casa per tutti per un’altra settimana, salvo che le famiglie degli alunni delle elementari e medie non chiedano alla scuola di tornare in classe.
E dunque in serata era attesa una decisione da parte di Pitta, che nelle ultime settimane prima delle festività natalizie aveva tenuto la linea della chiusura totale (eccetto nell’ultima ordinanza per gli asili privati) e quindi erano in molti quelli che si aspettavano un proseguimento, considerate le previsioni di una nuova impennata di contagi dovuta a pranzi e cenoni fuori controllo anche in città. Del resto, lo stesso presidente della Regione ha dichiarato che “l’evoluzione della curva dei contagi e dell’indice Rt non è chiara. Non sappiamo ancora quali effetti sui contagi ci sono dopo il periodo festivo. Inoltre, alla luce dei dati forniti dai dipartimenti di prevenzione, è evidente che il virus circola e non ha allentato la sua morsa”. 

E invece, sempre nel suo post affidato ai social, il primo cittadino ha spiegato che “escludendo situazioni di particolare necessità ed urgenza, l'Amministrazione comunale di Lucera, nell'arco temporale di vigenza della suddetta ordinanza e in attesa di nuove disposizioni nazionali, non interverrà ulteriormente per regolamentare in maniera più restrittiva il comparto scuola cittadino, del quale continueremo ad essere quotidianamente a disposizione, in un dialogo costante con i dirigenti scolastici, nell'interesse esclusivo degli studenti, delle famiglie e di tutto il personale docente e non”. 
Questo atteggiamento tuttavia si inquadra in una situazione attuale di circa 400 positivi in città (dato del 4 gennaio), numero superiore rispetto a quelli di novembre, quando optò per la sospensione della didattica in presenza, in via precauzionale. 
Dunque, mentre Emiliano attendeva le decisioni di Conte, e Pitta quelle di regione e governo nazionale, da ieri pomeriggio le chat scolastiche sono impazzite, con genitori sconcertati per la (in)decisione delle istituzioni e le incertezze sul da farsi, altri furibondi perché speravano nel rientro in classe per tutti, altri ancora preoccupati per una possibile impennata dei contagi di Coronavirus. Divergenze che alcune volte scoppiano in guerre di opinioni che rischiano di avvelenare i rapporti, anche perché c’è chi preme per il ritorno e chi invece vuole attendere ancora.
Tutto questo non riguarda la scuola dell'infanzia per la quale, incredibilmente, non ci sono indicazioni nè regionali e quindi nemmeno locali, e nemmeno le scuole superiori, settore che interessava per buonissima parte la gestione del trasporto locale. Gli alunni di licei e istituti tecnici al momento continueranno a stare a casa, ma nel frattempo da Palazzo Mozzagrugno avevano fatto sapere di aver chiuso l’accordo con l’azienda che gestisce il servizio in città, con il raddoppio delle linee scolastiche e l’utilizzo dei mezzi più capienti possibili, in modo da rispettare la disposizione del 50% e assicurare il necessario distanziamento durante il viaggio.

“L'azienda ha garantito di poter aggiungere ulteriori 2 corse in orario di entrata e altrettante in uscita – ha riferito l’assessore ai Trasporti e Pubblica istruzione Pierluigi Colomba - nell'ambito del programma di esercizio contrattualmente previsto, ovvero senza ulteriori costi per il Comune di Lucera. Per di più, la Lucera Service si è resa disponibile a mutare le condizioni del servizio, qualora i dirigenti scolastici, la Prefettura o altro organo deputato allo spostamento degli orari delle scuole lo richiedano”.

Enza Gagliardi
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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