13/01/2021 08:14:39

I primi 100 giorni di Pitta sindaco

Oggi ricorrono i primi 100 giorni dall’elezione del sindaco Giuseppe Pitta, e il suo primissimo percorso amministrativo può essere racchiuso sostanzialmente in tre passaggi: l’approvazione delle linee programmatiche del mandato amministrativo ricevuto dagli elettori il 5 ottobre scorso, la definizione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato varata poco prima della fine del 2020, e la gestione dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. 
Su quest’ultimo, sicuramente il più delicato perché direttamente legato a esigenze e desideri divergenti della popolazione, pesano le ordinanze fatte o non fatte in materia di scuola e attività commerciali, compreso il mercato che per settimane è stato sul bilico di richieste contrapposte tra esercenti e cittadini. 
Per le linee programmatiche, invece, ci sono volute due sedute di Consiglio comunale per licenziare un documento che le minoranze hanno bollato come la banale riproposizione del programma elettorale, pretendendo invece la traccia politico-amministrativa concreta sui cui svolgere il proprio compito a Palazzo Mozzagrugno. 
In mezzo c’è tutta la grana economico-finanzaria, arrivata alla nuova bozza di bilancio legata al dissesto dell'ente dichiarato 14 mesi fa. Sugli elaborati ora si dovrà esprimere il Consiglio comunale, prima del successivo invio al ministero dell’Interno per la definitiva approvazione. Un fatto è certo: sono stati “trovati” quei due milioni di euro che risultavano mancanti nell’assemblea inaugurale, quando arrivarono le obiezioni dell’ex assessore al Bilancio Fabrizio Abate e le rassicurazioni di Pitta che tuttavia aveva espresso timori su un’ulteriore riduzione di servizi a favore dei cittadini. 

Al di là di questi tre grossi argomenti, il resto è attività ordinaria di un Comune, per la quale comunque non mancano critiche e contestazioni, a partire dalla questione del Personale dell’ente e da un evidente sbilanciamento delle deleghe assegnate agli assessori, con alcuni detentori di numerose e gravose competenze e altri che siedono in Giunta più per onore di firma che per una vera e propria attività amministrativa. A questo si aggiunge che lo stesso Pitta, oltre a fare il sindaco, non ha ancora deciso su Tributi, Urbanistica e Contenzioso, deleghe che continua a tenere per sé ma che nel passato erano distribuite su tre assessori distinti e separati. 
Ai più sembra evidente che tutto nasce da accordi pre elettorali su cui poi il futuro sindaco è rimasto incastrato: per esempio non ha ancora espresso l’indicazione di un membro di sua fiducia che pure si era riservato di fare prima del voto, senza contare la designazione di un altro (nemmeno candidato) che ha provocato fibrillazioni in una delle liste della coalizione Piazza Pulita. I malumori, che già cominciano a trapelare sulle chat e nelle telefonate, sono derivati dal metodo di scelta che peraltro non sarebbe stato uguale per tutti i sei partner dello schieramento. 
Su quest’ultimo aspetto ha affondato anche il consigliere comunale di minoranza Davide Colucci che è arrivato a chiedere già un “Pitta-bis”, ravvisando già difficoltà e addirittura invocando subito il cambio di qualche assessore.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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