10/02/2021 09:01:46

Sperimentazioni Covid al Policlinico

Al Policlinico Riuniti è attiva una stretta collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata per la procedura diagnostica di valutazione della crescita del virus Sars Cov-2 nei pazienti ricoverati nei reparti Covid del Riuniti, clinicamente guariti ma non negativizzati al tampone molecolare.
Lo studio clinico, coordinato dalla professoressa Maria Pia Foschino, direttore del reparto di Malattie dell’Apparato Respiratorio e dal dottor Antonio Fasanella, direttore generale dello Zooprofilattico, è stato oggetto di pubblicazione sulla rivista scientifica internazionale “Journal of Clinical Medicine” dal titolo “Real Time PCR and Culture-Based Virus Isolation Test in Clinically Recovered Patients: Is the Subject Still Infectious for SARS-CoV2?”.
Lo studio ha dimostrato come i pazienti clinicamente guariti dal Covid-19 non presentano, nelle colture cellulari, virus vitale e quindi non sarebbero più in grado di contagiare altri soggetti, anche se il loro tampone persiste positivo a distanza di diversi giorni. La ricerca ha coinvolto 84 pazienti. Tutti i tamponi sono stati inviati all’Istituto per eseguire l’esame colturale e ricercare quindi la presenza effettiva del virus vivo. Nei soggetti, con test eseguito mediamente dopo 18 giorni, non è stata rilevata crescita virale e quindi la positività del tampone era conseguenza della sola presenza di tracce geniche del virus.
Lo studio è stato possibile grazie alla proficua collaborazione tra clinici e biologici e dimostra ancora una volta come l’attività clinica e la ricerca stiano combattendo fianco a fianco nella lotta contro il Covid.
Oltre al commissario straordinario del Policlinico Vitangelo Dattoli, a Foschino e Fasanella, allo studio hanno partecipato anche i medici Viviana Manzulli, Giulia Scioscia, Giulio Giganti, Maria Rosaria Capobianchi, Donato Lacedonia, Lorenzo Pace, Dora Cipolletta, Pasquale Tondo, Rosella De Nittis, Valeria Rondinone, Luigina Serrecchia, Antonio Parisi, Domenico Galante, Teresa Santantonio, Sergio Lo Caputo Damiana Moschetta.
I risultati di questo studio rafforzano quanto prevedono le attuali indicazioni ministeriali che consentono di dimettere un paziente dopo 21 giorni dall’infezione, anche se permane la positività al tampone nel soggetto stabilmente asintomatico da almeno 3 giorni, consentendo quindi una riduzione dei tempi di degenza o isolamento fiduciario che invece sono mediamente di 30 giorni.

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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