14/02/2021 20:51:47

La roulette dei contagi gira sopra la scuola

L’impossibile convivenza con il virus ormai si sta rimanifestando nelle scuole. Senza andare troppo lontano, è di ieri sera un nuovo provvedimento dell’Istituto Tommasone di Lucera che ha sospeso l’attività scolastica per 4 classi di quinta elementare, di cui però solo una realmente interessata dall’esito del “contact tracing dei compagni di classe, del personale e dei docenti che hanno avuto ‘contatto stretto’ con il caso Covid positivo relativo ai 14 giorni antecedenti l’esordio dei sintomi, così come disposto dall’Asl territorialmente competente”. Per “motivi organizzativi” sono state quindi interrotte le lezioni in presenza per le altre “in quanto risulta problematica la sostituzione dei docenti”. 
Provvedimento che segue altri della stessa settimana, che ha visto per prima la “Lombardo-Radice” affrontare un contagio scolastico con tre positivi nella stessa classe, compresa una maestra, e poi lo stesso Tommasone, che aveva già due classi in isolamento fiduciario a causa di una bimba risultata infetta. 
E mentre diverse famiglie e bambini devono vedersela con quarantene, isolamento, tamponi molecolari e disposizioni scolastiche e dell’Asl per cercare di contenere il contagio, c’è chi in varie parti della Puglia invoca a gran voce l’interruzione della scuola “on demand” e il ritorno di tutti in presenza. 
La situazione di Lucera è replicabile, a volte peggiore, a quella di altre città, con una risalita del numero degli attuali positivi che ieri si attestava a 147, una ventina in più nel giro di pochissimi giorni, mentre 1.265 sono i guariti da marzo 2020.
Il 20 febbraio è prevista la nuova decisione del presidente della Regione Michele Emiliano in merito al prolungamento della possibilità di concedere ai genitori la scelta tra didattica a distanza o in presenza per i propri figli. 

“Mi inquieta sentire da qualcuno che ‘non si vive di solo diritto alla salute’”, ha detto Antonio Tutolo nell'ultima seduta di Consiglio Regionale sulla gestione della pandemia, sul ritorno alla didattica in presenza e sull'atteggiamento della politica rispetto all'emergenza.
“Nessuno sano di mente può affermare che la Dad sia migliore della didattica in presenza – ha aggiunto – ma si dimentica con una certa facilità che viviamo in una pandemia, una situazione straordinaria che non capita tutti i giorni. Tuttavia, è qualcosa che è accaduto e che bisogna gestire nel miglior modo possibile”.
Da qui la sua richiesta, l'unica registrata, di proseguire sulla linea della possibilità per i genitori di scegliere l’opzione migliore. 
“Pensare che non ci si infetti anche a scuola è un’idea che è fuori dalla realtà - ha concluso nel suo intervento - e non si può ignorare che finora erano quotidiane e ripetute le chiusure e le sospensioni dell’attività in presenza che ha mandato in crisi il sistema di tracciamento e dei tamponi. Credo che, nella scala dei diritti, prima ancora di quello al lavoro e all'istruzione, il diritto alla vita e alla salute sia indiscutibilmente il primo. Mettere in discussione questo principio sacrosanto o pensare di gestire dinamiche così delicate quali il ritorno a scuola di milioni di ragazzi senza pensare di impattare in maniera importante sulla pandemia, secondo me è fuori dal mondo e denota veramente scarsa attitudine alla politica nel senso di bene comune”.

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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