17/02/2021 08:29:18

Il grido di dolore dei Diversabili

Più che una lettera è un grido di dolore, e che arriva direttamente da chi vive situazioni drammatiche sulla propria pelle, ogni giorno che passa, senza interruzioni o deroghe.
L’Associazione “I Diversabili” torna a chiedere, ormai quasi con toni disperati, l’attivazione a Lucera del servizio di “integrazione scolastica”, quello che permette l’utilizzo di specifiche figure professionali per supportare le decine di alunni con disabilità di varia natura, senza dove gravare ulteriormente sulle famiglie e pure sui docenti che hanno i giovani in classe.
Per il secondo anno consecutivo, le attività non sono neanche iniziate, e in quelli precedenti le cose non sono andate meglio, tra ritardi, difficoltà e disagi.
I genitori hanno scritto ai dirigenti dei tre istituti comprensivi cittadini, chiedendo quasi solidarietà per quel “senso di solitudine” derivante dalle continue richieste fatte al Comune senza riscontro positivo, ormai accertate anche dalla minoranza politica. 
Eppure c’era stato modo di esprimere le proprie esigenze tramite una specifica rilevazione in cui sono state riportate indicazioni certamente più precise, a ottobre scorso sarebbero state fatte delle promesse solenni, ma quando si è trattato di passare ai fatti, a Palazzo Mozzagrugno è calata l’ennesima nebbia impastata di inerzia e burocrazia. 

“Quando ci siamo incontrati – si legge nella lettera - c’era stata la condivisa consapevolezza che la cura dei bambini e dei ragazzi più fragili e il diritto costituzionale all’inclusione di qualità di cui sono portatori non ammettono incertezze e ritardi, più che mai ora che la pandemia ha ristretto ancora opportunità e spazi vitali di relazione e apprendimento. Ad oggi, nonostante la nostra determinazione, tutto è fermo: il Comune non ha attivato il servizio di integrazione scolastica, non ha emanato il bando per il reclutamento delle figure professionali e del trasporto. L’Associazione ritiene insostenibile dimenticare ancora una volta i bisogni e i diritti delle persone diversabili e non ascoltare ancora una volta famiglie e scuole”. 
L’Amministrazione Pitta, così come la precedente di Antonio Tutolo, continua a motivare il mancato avvio delle azioni del Piano Sociale di Zona con la mancanza di personale e il mancato versamento delle quote di compartecipazione da parte dei comuni compresi nell’Ambito Sociale Appennino Settentrionale, sebbene sembrava fosse stata trovata la soluzione di stralciare la posizione dei soli comuni economicamente aderenti. Evidentemente erano ancora una volta fumo negli occhi di chi chiede, anzi implora, un minimo di attenzione.

Tuttavia una piccola buona notizia c’è, e riguarda il Piano abbattimento barriere architettoniche, visto che la Regione Puglia ha finanziato con 10 mila euro il Comune di Lucera (che ne dovrà mettere altri 2 mila) per la redazione di uno strumento che serve per individuare le criticità legate agli impedimenti fisici di accessibilità e fruibilità di edifici e percorsi esterni. 
Lo ha annunciato l’assessore ai Lavori pubblici Carmen Di Cesare che ha auspicato l’arrivo di ulteriori fondi che servano materialmente per l’eliminazione delle barriere architettoniche, mentre per quelli ricevuti adesso è il delicato momento dell’affidamento dell’incarico per la stesura del piano.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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