19/02/2021 10:42:06

Ascensore bloccato da mesi alla Bozzini

La spensieratezza dei bambini si è poi rivelata nel gioco, con un cartellone diventato quasi un fumetto che racconta la storia, ma la concretezza dei genitori ha portato alla protesta vera e propria che è esplosa questa mattina davanti alla scuola Bozzini di Via Piccolo, dove l’ascensore non funziona da oltre quattro mesi. 
Si tratta di una carenza molto importante, perché tra la popolazione scolastica ci sono alunni e docenti che ne hanno grandissimo bisogno. Emblematico è il caso di un papà che ogni mattina è costretto ad accompagnare sua figlia in braccio per le scale dell’edificio, situazione pericolosa dal punto di vista logistico e inaccettabile da quello umano e istituzionale, anche perché l’elevatore è stato montato solo poco più di due anni fa. 
Ma non mancano le necessità di un’insegnante e di altri piccoli, i quali non riescono a salire a piedi con grossi zaini sulle spalle, tanto che due giorni fa uno è caduto all’indietro, trascinato dal peso che portava, come riferito dalla signora Elena, una delle mamme presenti stamattina davanti al plesso che ospita sette classi, tra primaria e secondaria di primo grado. 

La questione è piuttosto complessa, e Luceraweb è in grado di ricostruirla: dopo un primo sopralluogo, la ditta specializzata che si occupa della manutenzione degli impianti ha riferito che non è possibile stabilire l’entità del guasto se prima non viene montato un ponteggio per l’intera altezza del “vano corsa”, per cui è stato necessario affidare prima un lavoro a un’impresa edile, circostanza confermata da una determina dirigenziale che però risale esattamente a un mese fa. Solo così i tecnici potranno intervenire manualmente sull’argano bloccato ed eventualmente quantificare il successivo esborso economico. Per ora sono stati spesi 2 mila euro per l’impalcatura che però non viene ancora montata. Nel mezzo di questo periodo, ci sono corrispondenze tra le parti, revisioni dei preventivi, oltre a un presumibile numero infinito di telefonate e accordi verbali da mettere poi su carta. Passaggi burocratici e amministrativi che però hanno naturalmente poca presa sulle esigenze di bambini e adulti, perché i tempi delle persone in difficoltà non sono sovrapponibili a quelli di chi deve fare tutto con documenti e adempimenti formali. Non a caso la vicenda è già finita all’attenzione dei carabinieri e segnalata perfino in Prefettura.

I bambini hanno atteso di prima entrare in classe stamattina, lasciando gli zaini sotto il cartellone-denuncia

Conferma tutto il dirigente scolastico Pasquale Trivisonne: "Abbiamo segnalato il blocco già dal mese di ottobre, ma a oggi per quanto ci riguarda non si è ancora mosso nulla. Non si contano i solleciti e le richieste fatte al Comune, chiamato a intervenire in quanto proprietario, perciò non so più cosa dire alle famiglie che affrontano i disagi, peraltro in un periodo in cui andare a scuola è ancora più delicato. Scontiamo anche dei deficit economici, perché ci dobbiamo pagare da soli la linea internet, e strutturali, perché ci mancano arredi adeguati, visto che molti di quelli che abbiamo risalgono alla vecchia sede Rodari di Via Magellano”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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