21/02/2021 10:59:34

Nuova ordinanza, nuovo caos scuola

Chat scolastiche di nuovo in fiamme in Puglia da ieri pomeriggio tra toni esasperati, furbate, screenshot e link di vario genere per perorare la propria causa. La seconda ordinanza del 2021 riguardante la scuola sta mietendo ciò che hanno seminato le precedenti: discordia.
L’ultimo provvedimento a firma del presidente della Regione Michele Emiliano voleva andare incontro ai sindacati, pronti a scioperare, e ai quei dirigenti che volevano fosse eliminato il concetto di scuola “a richiesta” o “on demand”. In realtà ha aperto un varco che di fatto va contro lo spirito stesso dell’ordinanza n.56, cioè quello di contenere i contagi e proteggersi dalla circolazione delle varianti del virus lasciando tutti a casa in didattica a distanza integrata. 
Se infatti ha confermato la possibilità di seguire le lezioni in presenza per gli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali e per frequentare i laboratori, è il limite massimo del 50% per singola classe che ha scombinato tutto, lasciando ampio margine di interpretazione alle scuole.
Perché quel generico "per ragioni non diversamente affrontabili" da parte degli studenti che non possono seguire le lezioni in Did è lasciato alla valutazione dei dirigenti scolastici e solo formalmente non più alle famiglie.
Così, ognuno è libero di interpretare a piacimento quali siano le ragioni che inducano un genitore a richiedere la presenza del proprio figlio in classe. A Lucera, per esempio, accade che i tre istituti comprensivi seguano orientamenti diversi. Se Pasquale Trivisonne per la scuola Bozzini-Fasani e Francesca Chiechi per la Tommasone-Alighieri sono per una lettura più stringente dell’ordinanza, di tutt’altro avviso sembra essere Maria Bianco, la dirigente della Lombardo-Radice, che già nel pomeriggio di ieri aveva pubblicato sul sito della scuola una circolare, la n.177, che avvisa della predisposizione di moduli “per Infanzia, Primaria e Secondaria al fine di rilevare gli alunni che, per ragioni non diversamente affrontabili, non hanno la possibilità di partecipare alla DDI. Il termine utile per la compilazione è il 21 febbraio, ore 15. Nelle more di avere il quadro completo delle eventuali richieste di attività in presenza per ragioni non diversamente affrontabili e procedere poi alla organizzazione del servizio scolastico secondo quanto stabilito dall’Ordinanza (non oltre il 50% degli alunni di ogni singola classe o sezione d’infanzia), lunedì 22 febbraio tutti i docenti saranno in presenza”.
Le classi dell’istituto si sono letteralmente spaccate, tra chi vuole i figli in presenza e chi vorrebbe tutti in Dad, senza Did, oggettivamente disastrosa per alunni e insegnanti a causa delle difficoltà tecniche.
“La logica dell'ordinanza è chiara – afferma Trivisonne in un post su Facebook -  tenere quante più persone a casa! Ci può piacere o meno, ma con la garanzia di salvaguardare i diritti all'inclusione degli alunni Bes e i casi particolari dobbiamo fare tutti un sacrificio per rispettarla! Mi fido di chi l ha scritta perché avrà avuto i suoi buoni motivi, al netto di considerazioni politiche che in questo momento storico non servono a nulla! Facciamo ancora qualche piccolo sacrificio!!!”. Si confida nel consueto senso civico che in questo caso servirebbe a ridurre al minimo le presenze in classe - ha aggiunto nella disposizione - e a mio parere tale scelta dovrebbe essere riservata a casi strettamente indispensabili e che non hanno altre alternative". 
A fronte della preoccupazione di Emiliano e dell’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco di un inasprimento dell’emergenza sanitaria con la diffusione delle varianti di Sars.Cov-2 e il nuovo collasso del tracciamento e del sovraccarico di tamponi da effettuare ogni volta che spunta un positivo in una classe, e dunque la decisione di tenere tutti in Ddi per due settimane, quel 50% dà ampio margine di manovra a dirigenti e genitori che optano per la presenza e che come motivazione pongono le esigenze lavorative o organizzative.
Posizioni distanti, quindi, con uno dei criteri basati anche sulla pregressa conoscenza delle famiglie e delle loro reali esigenze e condizioni, oltre alla considerazione della situazione pandemica e delle necessità degli alunni con disabilità, bisogni educativi speciali o che avevano manifestato da tempo problemi di connessione internet.
E così, con la cicolare n. 244, la Chiechi ha disposto che fino al 5 marzo “le attività scolastiche della Scuola dell’Infanzia, della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di primo grado si svolgono al 100% in modalità digitale integrata (DDI). I docenti effettuano il servizio professionale dal proprio domicilio fino a nuove disposizioni dirigenziali legate alla eventuale frequenza in presenza dei soli alunni le cui famiglie possono optare per tale scelta. Le attività didattiche seguono il normale orario settimanale e continuano ad essere organizzate in attività sincrone e a-sincrone. Durante le attività a-sincrone gli alunni non devono necessitare del collegamento di rete. L’istituzione scolastica, previa richiesta della famiglia, riserva l’attività didattica in presenza ai soli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on-line, in modalità sincrona, con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. L’istituzione scolastica, previa richiesta della famiglia e in presenza di ragioni non diversamente affrontabili, ha facoltà di ammettere in presenza i soli alunni che non abbiano la possibilità di partecipare alla didattica digitale integrata purché, complessivamente, non venga superato il limite del 50% della popolazione scolastica per ogni singola classe o sezione d’Infanzia. Si precisa - conclude la circolare - che le esigenze lavorative e/o personali dei genitori non costituiscono ragione contemplata dalla disposizione regionale per il rientro a scuola”.

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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