22/02/2021 12:28:20

Scuole lucerine tra regole e contestazioni

Trascorso un fine settimana ancora una volta delirante, il mondo della scuola non ha ripreso il suo cammino in una situazione di maggiore chiarezza, visto che nessuno sa con precisione come si svolgeranno le prossime due settimane, ossia l’orizzonte temporale indicato dal presidente della Regione Michele Emiliano che, peraltro, ha fissato il termine della sua ormai famosa ordinanza 56 al 5 marzo e non al 6 che è sabato. 
Gli istituti comprensivi in queste ore sono alle prese con le richieste della frequenza in presenza pervenute fino a ieri dalle famiglie, queste ultime attendono le valutazioni, le decisioni e le autorizzazioni formali dei rispettivi dirigenti scolastici, divenuti oracoli del tutto discrezionali, considerato il fatto che hanno posto dei criteri piuttosto diversi tra di loro, in un caso addirittura completamente opposto. Dalla casistica vengono sempre esclusi i bambini con “bisogni educativi speciali” o per quelli che devono ricorrere ad attività di laboratorio, ma Pasquale Trivisonne della Bozzini-Fasani, per esempio, non ha chiesto alcuna motivazione alle famiglie, tuttavia ha passato la giornata di ieri a fare attività di moral suasion, ricordando che lo spirito del provvedimento regionale sia quello i tenere i bambini a casa per contenere i contagi e proteggersi dalle possibili varianti del Coronavirus in circolazione. 
Francesca Chiechi al Tommasone-Alighieri ha escluso a priori motivazioni di carattere personale o lavorativo dei genitori, ipotizzando l’ammissione in presenza solo per casi di natura tecnica e tecnologica.
Maria Bianco della Manzoni-Radice sabato pomeriggio aveva subito emesso una disposizione di evidente maggiore “apertura”, poi parzialmente riveduta a distanza di 24 ore, ricalcando in buona parte quanto già scritto dalla collega nella mattinata di domenica. 
E’ evidente che per l’organizzazione della didattica nelle varie modalità previste, e per la suddivisione delle classi non superiore al 50%, molto dipenderà anche dal numero di richieste effettivamente inoltrate, con i conteggi ancora in corso.
Nel marasma generale, nel frattempo c’è chi ha scelto una strada istituzionale per saperne e capirne di più. Il comandante della polizia municipale di Lucera Beniamino Amorico ha scritto direttamente alla Regione, chiedendo un’interpretazione più precisa di una delle questioni fondamentali della vicenda, sottolineando la confusione generata dall’espressione “ragioni non diversamente affrontabili”: “la facoltà lasciata alle Istituzioni Scolastiche dell’ammissione in presenza  - è scritto nel quesito - deve essere intesa in senso restrittivo (e quindi ammettendo in presenza esclusivamente gli alunni che abbiano difficoltà a seguire la didattiva digitale integrata per ragioni di connettività internet e casi simili) oppure in senso estensivo (e quindi ammettendo in presenza anche gli alunni i cui genitori lavoratori non possano essere presenti in casa con i propri figli e casi simili)?”.
Al momento non risultano risposte da Bari, dove tutto è nato e dove vengono prese decisioni che ricadono su tutto il mondo scolastico della regione.

Riccardo Zingaro

Aggiornamento ore 14 - Le difficoltà lavorative dei genitori rientrano tra le situazioni "non diversamente affrontabili" da parte delle famiglie che quindi intendono proseguire in presenza la didattica digitale integrata disposta dalla Regione Puglia. Lo ha specificato poco fa l'assessore Sebastiano Leo in una nota che chiarisce la casistica, andando oltre i bisogni educativi speciali e gli ostacoli di carattere tecnico e tecnologico per la connessione internet. L'impossibilità di lasciare un minore alla custodia di un adulto diventa quindi motivo valido per l'accoglimento della richiesta da parte dei dirigenti scolastici che a Lucera si devono ancora esprimere sulle istanze ricevute fino alla giornata di ieri.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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