28/02/2021 21:01:39

Pronto soccorso, sostanza e apparenza

La vicenda del pronto soccorso di Lucera, chiuso da circa quattro mesi e senza ancora una data fissata per la riapertura, può essere analizzata e affrontata sotto diversi aspetti, e c’è chi in città sta lavorando sotto traccia con un approfondito studio, finalizzato ad accertare il rispetto delle normative regionali e nazionali in materia sanitaria, oltre che verificare il contesto sociale nel quale la questione si immerge pienamente.  
E allora emergono profili di carattere epidemiologico, legislativo, sanitario, edilizio e amministrativo, specie legato alla gestione del personale da impiegare nel presidio di emergenza urgenza. 
Ci sarebbe pure una prospettiva politica, ma già si è visto che su questa a Lucera prevalgono le manovre, gli apparenti attivismi e i posizionamenti di convenienza, prima che gli interessi collettivi. Eppure l’occasione sarebbe importante per recitare un ruolo da protagonista e non piuttosto di comparsa su una delle vicende più delicate degli ultimi anni, anche perché al sindaco e al Consiglio comunale è affidato per legge il potere di controllo e giudizio sull’operato del direttore generale dell’Asl, parte in causa nella complessa questione più di quanto si possa credere. Ma questa è una storia che si vedrà in seguito, nel frattempo si registra solo attendismo nella maggioranza e proteste nella minoranza, ma di atti concreti non ne sono ancora stati scritti, tanto meno votati.  

A ogni modo, questi sono giorni importanti, perché c’è molto più movimento di quanto possa sembrare, tanto che non viene esclusa nessuna ipotesi, perfino l’apertura di una nuova strada giudiziaria, anche se la soluzione più auspicata è quella di una veloce presa d’atto delle difficoltà a cui viene sottoposta l’utenza del territorio e soprattutto della carenza di presupposti per il prolungamento della situazione attuale.
I ragionamenti in effetti sono tanti, peraltro su un argomento talmente di dominio pubblico che molti passaggi risultano semplici e alla portata di tutti, non solo dei tecnici del settore. Il pronto soccorso è stato chiuso a inizio novembre, anzitutto con una motivazione della mancata “garanzia del contenimento del rischio di contagio” per l’intero presidio ospedaliero che poi, si è visto, ha dovuto fare comunque i conti con il Covid entrato per altre vie. La disposizione fa riferimento “a questo particolare momento”, e basta scorrere i dati cronologici per Lucera per riscontrare che all’epoca i positivi in città erano circa 160. Oggi quel numero è circa la metà, circostanza certamente più rassicurante ma che tuttavia deve comunque e necessariamente passare da una corretta gestione degli afflussi in Viale Lastaria, anche dal punto di vista strutturale.

E su questo versante c’è una teoria e una pratica che coincidono poco. In materia strettamente edilizia finalizzata a migliorare i presidi sanitari, la normativa vigente è connessa alla dichiarazione dello “stato di emergenza” in vigore in Italia da oltre un anno, e quindi vi sono tante facilitazioni e non sono necessari particolari passaggi burocratici, bensì è sufficiente un’istanza o denunzia di inizio di attività. A Lucera non si sa nemmeno se ciò sia avvenuto, fermo restando che i tempi di realizzazione stimati dal progetto parlano di almeno tre settimane per l’adeguamento del presidio tra creazione di percorsi, ricavo di nuovi spazi e ampliamento degli ambienti esistenti. 
Dal 24 ottobre scorso, peraltro, proprio il presidente della Regione Michele Emiliano è il commissario delegato a provvedere agli interventi finalizzati alla realizzazione delle opere edilizie e impiantistiche necessarie per l’adeguamento e ristrutturazione delle aree mediche e per la separazione dei percorsi dei pronto soccorso. Si tratta di una data precedente alla chiusura di quello lucerino che finora non ha fatto registare passi avanti sul piano strutturale, per cui è evidente che in questo scenario il dito è a Foggia, la luna a Bari e in mezzo a questo percorso ci sono finiti i lucerini e il resto della popolazione dei Monti dauni.

Riccardo Zingaro
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0156s.