02/05/2021 22:44:01

Lavorare al Comune tra dubbi e fattibilità

Mentre è stato finalmente firmato, dopo anni di attesa, il Contratto Collettivo Decentrato Integrativo per i dipendenti del Comune di Lucera, la decisione dell’Amministrazione Pitta di ricorrere ai percettori del Reddito di cittadinanza per rinforzare l’organico dell'ente ha provocato reazioni contrastanti. Da un lato è stata salutata favorevolmente, grazie alla sua capacità di trasformare in pubblica utilità un beneficio statale non visto troppo bene da chi ritiene che siano soldi regalati a nullafacenti consapevoli, o peggio ancora di “stanare” persone che comunque lavorano in nero, mentre dall’altro lato i dubbi sollevati non sono di poco conto.
Non aiuta a chiarirli nemmeno il fatto che, assieme alla delibera della Giunta, sul sito istituzionale non è stato pubblicato il pur previsto “allegato” con il progetto esecutivo, quello che prevede il reclutamento di una cinquantina di persone da inserire negli uffici comunali con un impiego orario comunque limitato a 8 ore settimanali, massimo 16.
“Già, e dove li metterrano materialmente queste persone?”, ha confidato un dipendente di Palazzo Mozzagrugno che ovviamente non vuole esporsi in prima persona. “I cittadini lo sanno che molte scrivanie e postazioni nemmeno esistono più, e che diversi uffici sono stati accorpati per razionalizzare le poche risorse umane rimaste? Per lavorare al Comune ci vogliono requisiti che vanno al di là di saper usare un computer o conoscere l’italiano o le materie finanziarie, c’è un percorso serio da fare, per cui io sono molto scettico sulla reale fattibilità di questa operazione”.

Le polemiche sui social naturalmente non sono mancate. Non sono stati pochi a malignare subito che si possa trattare dell’inizio di una storia già vista: “Quindi essere destinatario del Reddito potrebbe tramutarsi in ipotesi di trasformazione a collocazione in tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione? Chiedo per un amico che guardo lontano”. 
Questa domanda ha subito diviso le fazioni, tra chi attribisce malignità allo scenario ipotizzato e chi pensa che non sia nemmeno materialmente possibile, fatto sta che il personale comunale è sempre più argomento di grande e drammatica attualità, e le prove si ripercuotono sui cittadini ai quali vengono rallentati, e in qualche caso negati, servizi essenziali per la propria azienda o quotidianità familiare.
Tutto questo in attesa di assistere agli sviluppi di un’operazione che effettivamente lascia parecchi dubbi e interrogativi, almeno fino a quando e se verrà attuata materialmente.

r.z.  

Vedi anche: Due dirigenti contro il Comune

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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