23/03/2021 08:35:30

Dallo ‘Shaker alla Padella’: Daiquiri e Babà

Vi state divertendo con il nostro format? Dai commenti e dalla vostra dimostrazione d’affetto siamo sicuri di sì. 
E oggi ci spostiamo nella fantastica Cuba e prepareremo il Daiquiri.
Una delle storie sulla sua creazione è datata 1896, quando due ingegneri americani che lavoravano a Cuba, in attesa della visita di un capoccione alla miniera dove lavoravano, decisero di dargli il benvenuto con un cocktail. Avevano a disposizione del rum di dubbia qualità e decisero di mescolarlo con zucchero di canna e succo di lime. Mescolarono gli ingredienti e il ghiaccio all'interno di una botte, il cocktail piacque molto e quando si trattò di scegliere il nome decisero di chiamarlo come la magnifica spiaggia vicino alla miniera  Daiquiri. Il drink divenne celebre grazie a Hemingway che ne era grande estimatore e ne beveva molti.

DAIQUIRI
Versare tutti gli ingredienti nello shaker mescolare bene per far sciogliere lo zucchero, aggiungere il ghiaccio, agitare bene, filtrare nella coppetta cocktail ben fredda e servire
2 oz Rum bianco
3/4 oz cl Succo di lime fresco
2 bar spoon di Zucchero di canna bianco 
Ho pensato di abbinare questo drink ai babà che oggi ci preparerà Valentino.
Francesco Loconte

BABA’ (dose per 10/12 piccoli)
Una planetaria o un amico che la abbia
Farina Manitoba 130 gr 
Uova intere 90 gr
Lievito di birra 10 gr 
Sale 2,5 gr 
Miele 15 gr
Burro morbido 32 gr
e dopo aver impastato aggiungeremo
Burro morbido 32 gr 
Uova 90 gr
Trovata la planetaria, mettere al suo interno tutti gli ingredienti e iniziare a mescolarli tutti piano piano con la foglia, facendo attenzione che tutto sia ben amalgamato, altrimenti fermare la planetaria e con l'aiuto di un leccapentola rigirare l'impasto e riavviare piano.
Una volta che l'impasto si è amalgamato, aggiungete l'altro burro morbido ed una volta assorbito aggiungere le restanti uova, una alla volta, aspettando che quella messa precedentemente venga assorbita.
Fatto questo, portare la planetaria al massimo della velocità per circa 15 minuti, fino a quando l'impasto non si stacca del tutto dalle pareti della ciotola. Prima, però, prendere il calendario e raccomandarsi al Santo del giorno, perchè se le uova usate sono vecchie o fredde di frigo, portando la planetaria al massimo, gli schizzi giungeranno ovunque senza ottenere l'impasto desiderato. Cioè passare man mano da uno bello zabaione spumoso a un velo. L'impasto sarà pronto quando, allungandolo con le mani, si tenderà senza strappare, diventando trasparente come un velo, tipo quello del vostro abito da sposa, non come il velo dell’abito della figlia della commara che abitava di fronte alla zia della sorella della dirimpettaia, che era demodè. 
Se qualcuno non è sposato, bisogna prima sposarsi e poi fare la ricetta. 
Fatto questo, lasciare in ciotola a lievitare un’ora e dopodichè rincordate daccapo. Riempire gli stampini per 1/3 o a poco sentimento e aspettare che lievitino fino ad arrivare al bordo. Cottura 180-190° per 12-14 minuti, fino a che non si bruniscono.
La bagna
Preparare un brodo con pollo, patata, carota, sedano e cipolla. Ah no, scusate, quello è il brodo per i tortellini. Allora prendere 1,5 lt di acqua, un’arancia, un limone, una fialetta di aroma di vaniglia e portare a bollore per 30 minuti. Alla fine aggiungere dai 350 ai 500 gr di zucchero, a seconda di quanto uno si sente dolce in quel momento. Aggiungere un cicchetto di rhum, o anche di più, a seconda della personale disponibilità all’ubricamento, e tuffarci dentro i babà. I più golosi possono metterci sopra crema e amarene a sentimento. 
Se nel frattempo è stato fatto anche il brodo per i tortellini, tuffarci dentro i babà e mangiarli con una finta mayonese. 
Non mi dite che non li avete mai provati salati??
Ora vado, perché ho lasciato la macchina in terza fila!!
Valentino De Troia

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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