22/03/2021 12:55:18

Positivi in giro: Tutolo scrive al Prefetto

È uno dei fenomeni che va avanti dalla seconda ondata: i positivi che girano indisturbati per le città, entrando nei negozi e negli uffici pubblici come se niente fosse, ignorando le disposizioni e mettendo a repentaglio la salute pubblica.
Anche a Lucera si registrano avvistamenti di persone che dovrebbero rispettare la quarantena, anche come semplici contatti stretti di positivi, ma che invece vengono notate in fila al supermercato o a passeggio. 
In qualche caso sono state anche “pizzicate” dalle forze dell’ordine mentre partecipano a un rito funebre o trovate in circostanze altrettanto rischiose. Ovunque tranne che a casa. 
Episodi che si ripetono anche in altri comuni della Puglia, dove sono stati invocati controlli più rigidi e frequenti. A Lucera c’è un servizio “domiciliare” specifico attivato dalla polizia municipale, ma quando la lista è lunga decine di persone, è evidentemente più difficile controllare tutti in ogni momento.
Da questo scenario emerge l’iniziativa del consigliere regionale Antonio Tutolo che ha scritto al prefetto preoccupato per la “delicata e complicata situazione epidemiologica che sta interessando, nelle ultime settimane, il Comune di Lucera stante le numerose segnalazioni che mi giungono da più parti, in merito a cittadini positivi al Sars-cov-2 che infrangerebbero l’obbligo di isolamento mettendo a repentaglio la pubblica incolumità”. L’ex sindaco pertanto chiede “se possibile, di istituire un servizio di controllo specifico, anche in collaborazione con la polizia locale, per tale grave fenomeno”.
Insomma, da una parte ci sono cittadini che rispettano le norme anti contagio imposte dalla zona rossa e dall’altra ci sono individui che continuano a svolgere tranquillamente le proprie attività. Nemmeno la paura delle sanzioni e dei risvolti penali riescono a frenare le uscite temerarie.
Intanto il numero dei lucerini attualmente positivi è schizzato a 261 (dato riferito a ieri). Da marzo 2020 a oggi sono guarite 1450 persone, mentre il numero delle vittime accertate è fermo da giorni a 62.
Sul banco degli imputati continuano ad esserci i contagi familiari scatenati da pranzi e cene, e pure qualche festa, che si pensano sotto controllo ma che in realtà sono la strada privilegiata per la diffusione del virus. 

Enza Gagliardi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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