26/03/2021 08:20:07

La diagnosi Covid con tampone negativo

Oggi il principale strumento per diagnosticare la malattia da Coronavirus 2019 (Covid-19) è rappresentato dalla positività al tampone naso-faringeo molecolare (PCR). Tuttavia, una significativa percentuale di tamponi possono risultare falsamente negativi.
Un recente studio coordinato da Casa Sollievo della Sofferenza (Medicina Interna e Neurologia) e pubblicato sulla rivista “Diagnostics” ha valutato l'affidabilità della diagnosi radiologica e clinica, misurandone l'accuratezza rispetto ad un successivo esame sierologico, in un campione di pazienti ricoverati in ospedale per sospetto Covid, ma con tamponi molecolari negativi.
La ricerca si inserisce all’interno dello studio osservazionale che ha permesso la creazione di un database con dati clinici e campioni biologici dei pazienti ricoverati a San Giovanni Rotondo durante la prima ondata pandemica. 

“Esistono pochi dati riguardanti la diagnosi di Covid-19 in pazienti con tampone negativo e questo è il primo studio a valutare, in un contesto di pratica clinica quotidiana, l'affidabilità e l'accuratezza della valutazione radiologica e clinica in questo particolare sottogruppo di pazienti”, hanno specificato i coordinatori dello studio Antonio Mirijello, medico internista, e Michele Zarrelli, neurologo – e grazie ai dati dei pazienti con molteplici tamponi negativi inclusi nella valutazione, siamo stati in grado di verificare l'affidabilità della diagnosi radiologica e clinica di Covid-19, utilizzando la valutazione sierologica come termine di paragone. L'accuratezza della valutazione radiologica e clinica rispetto alla sierologia è risultata molto buona, con una sensibilità dell’85% per i radiologi, e del 92% per i clinici”.

L’analisi dei dati è avvenuta dopo la raccolta di un campione di siero, per la determinazione della sierologia anti-Sars-Cov-2, ottenuto dopo almeno 15 giorni dal ricovero o durante follow-up dei pazienti. I dati dei pazienti sono quindi stati valutati da un team di radiologi e di clinici, senza fornire loro i risultati sierologici. I radiologi, all'oscuro delle cartelle cliniche dei pazienti, hanno rivalutato in modo indipendente le Tac del torace; allo stesso modo, i clinici hanno valutato indipendentemente le cartelle cliniche e stabilito la probabilità della diagnosi di Covid-19. 
Dei 254 pazienti con sospetta infezione i cui dati hanno popolato il database ospedaliero sono stati esclusi quelli con tampone positivo e quelli deceduti durante il ricovero. Quindi, un totale di 63 pazienti sono stati sottoposti a sierologia e inclusi nella valutazione dell'accuratezza diagnostica. 

“Al giorno d’oggi, la necessità di isolare e trattare rapidamente un numero elevato di pazienti affetti da insufficienza respiratoria da Covid-19 richiede una modulazione delle attività ospedaliere al fine di garantire la limitazione del rischio di trasmissione virale ad altri pazienti e al personale sanitario”, ha aggiunto Salvatore De Cosmo, direttore della Medicina Interna.
“Tuttavia, confermare o escludere con certezza una diagnosi di Covid-19 è di fondamentale importanza per una corretta allocazione – ha concluso Maurizio Leone, direttore della Neurologia - e per prevenire la diffusione virale intraospedaliera. I nostri dati confermano che le valutazioni radiologiche e cliniche identificano correttamente la maggior parte dei pazienti Covid-19 ed escludono la maggior parte dei pazienti non affetti, essendo sufficientemente accurate e affidabili per consentire una diagnosi in pazienti con ripetuti tamponi negativi”.

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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