16/04/2021 08:33:06

L’effetto ‘farfalla’ sulla politica lucerina

Si dice che un suo battito d’ali in un luogo sarebbe in grado di provocare una tempesta dall’altra parte del mondo. E’ l’effetto “farfalla” studiato dagli scienziati. Solo che a Lucera si potrebbe applicare non solo alla fisica, perché trattandosi della teoria del caos si accosta benissimo anche alla politica, e con distanze molto più corte. Per esempio, non appena il dirigente finanziario dell'ente ha comunicato che non ci sono soldi per pagare i gettoni ai consiglieri comunali per la presenza nelle commissioni (33 euro a settimana), il numero delle sedute è semplicemente crollato, per non dire azzerato. Una coincidenza che provoca una concreta conseguenza: la questioni e i problemi della cittadinanza improvvisamente non vengono più affrontati e discussi. E un'altra circostanza evidente viaggia da Via Napoleone Battaglia a Piazzetta Del Vecchio, direttrice su cui si è sviluppata l’ennesima conferma che Antonio Tutolo, nel bene e nel male, è il protagonista dello scenario cittadino, magari favorito anche dai suoi maggiori detrattori.

Lettere e reazioni
E’ bastato che l’attuale consigliere regionale scrivesse una lettera al prefetto, chiedendo maggiori controlli sul rispetto delle norme anti Covid sul territorio comunale (per alcuni scavalcando le prerogative del sindaco), per far implodere l’intero centro-sinistra cittadino. 
La notizia, data da Luceraweb, nel giro di poche ore ha provocato nell’ordine: l’attacco simultaneo nei confronti di Pitta e Tutolo da parte di Fabrizio Abate, la solidarieta nei confronti del primo cittadino espressa da Antonio Dell’Aquila, e la presa di distanza nei confronti di entrambi da parte di Davide Colucci. Ai tre esponenti del Pd poi si è aggiunto, per così dire, Raffaele Iannantuoni di Italia in Comune che è rimasto semplicemente (e ufficialmente) zitto. 

Il centro-sinistra
Insomma, quattro posizioni non certo vicine ed evidentemente non concordate dai singoli consiglieri comunali eletti, tanto da certificare quello che nessuno ha ancora il coraggio di rivelare, anche perché si tratterebbe di un’implicita ammissione. Semmai sia esistita, la coalizione “Insieme per Lucera” in realtà ha parecchie difficoltà a stare “insieme”, nonostante i frequenti incontri (spesso rigorosamente a distanza) che però a qualche osservatore ravvicinato sembrano più che altro un esercizio di sorveglianza attiva di possibili antagonisti, prima che di confronto efficace con compagni di partito. L’anima tripartita del Pd uscito dalle urne è una questione che prima o poi dovrà essere affrontata con chiarezza, magari cominciando dalle posizioni da assumere per le elezioni provinciali. E sarebbe solo l’inizio.

La maggioranza
La realtà in effetti porta a pensare che, a distanza di sette mesi dalle elezioni, di assestamenti politici finora se ne sono visti ancora pochi, mentre di cambiamenti già parecchi, alcuni già riscontrati, altri ancora in cantiere, magari anche trasversali agli schieramenti. Un fatto è però certo: nella maggioranza è in corso una mutazione genetica e già si vede con chiarezza la formazione di un organismo bicefalo. Le due teste si conoscono benissimo ma ultimamente si guardano poco, perché una ha gli occhi verso destra e un’altra verso sinistra. Se si tratta di una nuova creatura da far crescere e tenere in piedi a lungo o di un mostro da abbattere è ancora tutto da vedere, anche perché i problemi potrebbero sorgere soprattutto dai corpi che si vanno formando sotto. E al momento risultano piuttosto amorfi. 

Il centro-destra
Sarebbe l’occasione giusta per misurare pure lo spessore del centro-destra, la cui situazione non è molto diversa, anzi manifestata anche prima, visto che non è stato capace di riunire tutte le sue cinque firme sotto il ricorso al Tar sul pronto soccorso sottoscritto dal solo Franco Ventrella. E nessuno ha mai motivato chiaramente quella mancata coesione che si aggiunge, anzi precede, il negato sostegno da parte della maggioranza, men che meno dello stesso centro-sinistra che ha pur sempre un filo diretto con l’attuale governo della Regione Puglia. Erano ovviamente tutte legittime scelte politiche, ma forse più di qualcuno si è dimenticato di spiegarle alla cittadinanza alla quale poi si chiedono i voti. 
Solo che poi si finirebbe a parlare di comunicazione. E allora rischiano di esserci più porte sbattute che ali battute. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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