27/03/2021 09:11:22

Vaccini ai formatori, cresce la polemica

Nelle ultime settimane l’argomento vaccini è al centro del dibattito nazionale, tema ancora più delicato quando si tocca il tasto dei furbi e dei salta fila, più o meno titolati a farlo. Non è un caso che in Puglia stiano cercando di far luce sia il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei carabinieri che opera in stretto contatto con la procura di Bari, e sia il Nucleo Ispettivo Regionale Sanitario, entrambi incaricati di verificare gli elenchi forniti dalle Asl con l’effettiva necessità delle inoculazioni agli aventi diritto, secondo le disposizioni emanate fino al momento della somministrazione. E sono state ascoltate già le prime persone informate sui fatti.
C’è chi giura che nelle “categorie” prese in considerazione se ne potrebbero vedere e leggere delle belle, anche se resta ancora il dibattito sulle eventuali ipotesi di reato da contestare, e pure se le responsabilità maggiori sarebbero da attribuire al personale sanitario o ai recettori delle dosi.

Cè poi un altro capitolo perfettamente legale ma moralmente discutibile, come quello di prevedere la distribuzione del vaccino AstraZeneca agli appartenenti agli enti di formazione (compresi i collaboratori esterni), peraltro solo a quelli accreditati con la Regione Puglia, tutti equiparati alle istituzioni scolastiche. Si tratta di diverse centinaia di persone che lavorano per conto di società private, e nella stragrande maggioranza dei casi stanno svolgendo da mesi attività a distanza (con la cosiddetta Fad), mentre altri hanno completamente sospeso le lezioni. 
Questa previsione regionale ha aperto due strade di contestazione: la prima coinvolge i centri di formazione professionale che operano in forma autonoma, i quali denunciano di essere stati esclusi per il semplice fatto di non godere di un “sigillo” regionale, lamentando una distinzione basata sul solo riconoscimento burocratico. 
“La beffa è che molti di noi lavorano realmente in presenza – ha riferito un formatore lucerino a Luceraweb – non ci siamo mai fermati pur applicando tutte le norme anti Covid, ma per la Regione esistono solo quelli con i quali ha rapporti diretti. E dov’è finita la ratio di proteggere docenti e corsisti?”.

Secondo l’elenco fornito dalla Asl Foggia che ha applicato la norma richiesta e ottenuta dall’assessorato ai ramo, in Capitanata se ne “salvano” solo cinque, tra cui Format di Lucera, soggetto di Corso Garibaldi per il quale sono previste 14 persone aventi diritto al vaccino. La questione ha fatto saltare dalla sedia più di qualcuno su tutto il territorio regionale, specie quelli che stanno osservando con attenzione l’efficienza delle operazioni a beneficio di anziani e personale scolastico vero e proprio. 
E secondo quanto riportato ieri dalla Gazzetta del Mezzogiorno, non sarebbe neanche sufficiente la giustificazione di allargare la platea a causa dell’obbligo del tirocinio ospedaliero per i neo Operatori Socio Sanitari, perché la procedura sarebbe sospesa quasi ovunque per tutto il 2021. 
E più si approfondisce e più emergono situazioni discutibili, come quella già accertata di dosi distribuite anche ai dipendenti di alcuni assessorati regionali (come Protezione civile e la stessa Formazione), magari con l’obiettivo di coprire tutti i settori, compresi i lavoratori che da un anno operano in smart working. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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