01/04/2021 09:07:55

I rischi dalle assunzioni in agricoltura

Sempre più spesso in caso di ispezione, gli organi di controllo (Inps ed Ispettorato del Lavoro) contestano l’assunzione, da parte del titolare dell’azienda agricola, di uno o più familiari. 
In effetti è molto frequente incontrare situazioni del genere, ma ci si deve porre la domanda se le contestazioni siano poi più o meno giuste e opportune. 
E’ bene premettere che assumere un familiare comporta un duplice vantaggio, perché gli vengono assicurati i contributi a fini della pensione e può percepire la disoccupazione agricola. 
Trattandosi di contribuzione in presenza di lavoro subordinato, i benefici spettano anche qualora il titolare di azienda (datore di lavoro) non abbia pagato i contributi. E in tal caso, l’onere ricade sulla collettività.

Concetto delle famiglie diretto-coltivatrici
Le contestazioni di Inps o Ispettorato del Lavoro risultano valide perché il coltivatore diretto (Imprenditore Agricolo Professionale) si contraddistingue come colui il quale opera con i propri familiari e con manodopera esterna limitata. L’apporto di familiari, qualora questi si dedichino all’attività agricola unitamente al capofamiglia, comporta l’iscrizione di questi quale “unità attive”, con versamento dei contributi agricoli personali per ogni familiare.

Un esempio concreto: Tizio imprenditore agricolo esercita la propria attività con l’aiuto della moglie e di un figlio. In questo caso Tizio sarà iscritto all’Inps come titolare, mentre moglie e figlio saranno iscritti all’Inps come unità attive. Quindi ci sono 3 posizioni contributive. Se Tizio invece assume moglie e figlio come operai agricoli (braccianti), violerebbe la norma con gravissime ripercussioni anche di carattere penale. Non solo, in questi casi l’Inps procederà ad annullare i contributi versati per i familiari e chiederà la restituzione della disoccupazione erogata negli ultimi 5 anni. Anche nelle cause contro gli accertamenti Inps, i tribunali danno praticamente sempre ragione all’Istituto. 

L’assunzione di familiari, quindi, nell’ambito della famiglia “diretto coltivatrice” non può essere ammessa, e se ne sconsiglia vivamente l’utilizzo, orientandosi verso altri scenari od opportunità previste dalla legge.

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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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