06/04/2021 17:36:37

Positivi: Lucera supera anche Foggia

Una Lucera impressionata in queste ore per il raggiungimento dei quasi 700 positivi sta per cedere al panico. Ovunque sui media e sui social spuntano commenti, ipotesi, valutazioni e suggerimenti di ogni tipo, da parte di semplici cittadini, comitati, associazioni e da esponenti politici di vari schieramenti. Tutti pronti a fornire ammonimenti, ricette e soluzioni più o meno suggerite da un mix di ragionamento e di paura, di logica e di irrazionalità, trovando anche il modo per criticare chiunque venga ritenuto responsabile del precipitare della situazione.
Così, nel giro di poco, da un post all’altro o in note stampa che si susseguono, per esempio viene accusato il sindaco Giuseppe Pitta di voler chiudere tutto o, al contrario, di non blindare la città, senza risparmiare nessuno dalla Regione al Governo.
Un’isteria collettiva che fa dimenticare che i casi sono cresciuti nel giro di diverse settimane e non in due giorni. A febbraio, per esempio, Luceraweb aveva scritto di alcune classi scolastiche in isolamento, con una che aveva fatto emergere tre positivi contemporaneamente, che il 9 marzo si registrava un’impennata anomala dei contagi, che il giorno 17  in città non si riuscivano a reperire bombole di ossigeno, fino alla segnalazione, il 2 aprile, di ben 102 tamponi molecolari positivi in una sola giornata. Insomma, un'ascesa costante che però solo oggi pare sia stata scoperta da tutti.
Ora il nuovo record di contagi da Sars-cov-2 supera quello di novembre scorso, fermo a poco più di 600. Una situazione che il primo cittadino stamattina ha definito “drammatica”, annunciando nuove restrizioni, altri come “fuori controllo”. 
Che cosa dicono i numeri? I dati ieri mostravano Lucera a 697 casi, in vetta alla classifica dei contagi per numero di abitanti nella provincia di Foggia: con il capoluogo che si attestava sui 1.128 positivi, Cerignola a 831 e Manfredonia a 590 (ma entrambe superano i 50 mila abitanti) e poi c'era San Severo con 150 infetti in tutto.
Lucera ha di che preoccuparsi in queste ore, considerato che la vera emergenza è costituita dalla mancanza di bombole di ossigeno. E spaventano anche le eventuali conseguenze di pranzi e picnic di Pasqua e Pasquetta, dove in molte case e campagne le famiglie si sono riunite.
Tuttavia alcune risposte a numeri così alti andrebbero individuate a partire da un’indagine attenta sui luoghi di diffusione e sulla catena dei contagi, specie di quelli di due o tre settimane fa. Ma questa è materia per specialisti, non per gli esperti sui social.

Enza Gagliardi
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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