06/04/2021 21:58:39

Addio al custode della copeta

Non esiste lucerino adulto che da decenni, almeno una volta all'anno, non abbia chiamato a raccolta contemporaneamente i suoi cinque sensi per mangiare la copeta della famiglia De Mare. Sì, anche le orecchie. Molto spesso l'appuntamento con la dolcezza di quel torrone è nei giorni delle feste patronali quando da Piazza Nocelli si comincia a sentire il martellare che riporta indietro ai sapori di una volta, ma che artigiani come Michele De Mare hanno saputo tramandare con grande cura e passione per la gastronomia, tanto da esserne diventato simbolo cittadino.
Oggi il Covid se lo è portato via, dando quasi uno strappo ai suoi 85 anni.
E’ terminata la sua vita ma per fortuna la sua storia è più viva che mai, perché da cinque generazioni nocciole, zucchero, cioccolato e tanto lavoro sono gli ingredienti principali di una ricetta rigorosamente segreta che rappresenta un tesoro di famiglia ma nello stesso tempo una delizia che allieta le tavole di lucerini e forestieri.
Partito dalla Campania e arrivato a Lucera circa un secolo fa, suo padre Gaetano è stato il capostipite cittadino, e ora la saga prosegue con l’omonimo figlio, nell’altrettanto consolidata consuetudine dell’alternanza dei nomi, visto che il nipote Michele sta crescendo letteralmente all’ombra di una bancarella storica che ogni domenica (tranne il periodo pandemico) e ogni Ferragosto raduna, come in un rito, persone di qualsiasi classe sociale e condizione economica, rappresentando un caposaldo delle vere tradizioni da valorizzare, narrare e conservare gelosamente per le prossime generazioni. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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