10/04/2021 16:24:18

La ‘libertà lucerina’ secondo Colucci

La quasi totalità dei lucerini sta vivendo con grande disagio gli effetti dell’ultima ordinanza del sindaco Giuseppe Pitta che da mercoledì scorso ha di fatto posto la città in un serio lockdown. Si tratti di  singoli cittadini o categorie produttive e professionali, le restrizioni sono pesanti, e si aggiungono a tutto il periodo pregresso della pandemia.

Una reazione è arrivata nelle ultime ore da Davide Colucci, consigliere comunale di minoranza che di fatto chiama in causa l'Amministrazione Pitta, diffondendo una propria idea ritenuta una “soluzione in grado di rilanciare la vita sociale ed economica della città, perché dopo tredici mesi di sacrifici, privazioni e limitazioni, Lucera non può arenarsi definitivamente con l’ennesima ordinanza, la più restrittiva dall’inizio della pandemia. Non è ammissibile né giusto – ha scritto in un comunicato - fermarsi ai divieti e non cercare alternative. Le vaccinazioni vanno a rilento, è vero, ma la strada è tracciata e non dovrebbe essere ancora lunga. Nel frattempo stiamo a guardare? A perdere tempo, denaro e serenità psicologica? Abbiamo la necessità di armonizzazione gli strumenti e i protocolli già utilizzati e sperimentati con successo, oggi mettendoli in pratica e a disposizione di una città in dissesto sotto diversi punti di vista ma che non vede l’ora di rimettersi in piedi e ripartire. Adesso è il momento di far vedere che la politica non sia passiva, ma dimostri attivismo, concretezza e capacità di contrasto ai problemi di una comunità che ha bisogno anche di incentivare la propria coesione, oltre al miglioramento del rapporto con le istituzioni”.

E allora l’idea proposta fa riferimento a un “Pass per la Libertà” fino alla vaccinazione, così da aprire tutto e prima, ma costruendo intorno un sistema che prevede il coinvolgimento fattivo di tutti i soggetti interessati: Asl, Policlinico Riuniti, medici di base, Comune, laboratori analisi, farmacie, commercianti, imprenditori e ovviamente famiglie e singoli cittadini. 
Colucci afferma anche che al Comune di Lucera non mancano i fondi specifici per la lotta al Covid e attuare un progetto serio di ripresa, sgombrando subito il campo da presunte difficoltà economiche legate al dissesto. Tuttavia ha auspicato la partecipazione incentivata delle maggiori imprese locali, capaci di contribuire con propria liquidità alla distribuzione di risorse secondo criteri economici da stabilire, in cambio di sgravi fiscali e visibilità mediatica.

Il funzionamento tecnicamente ricalca la procedura già attuata in ambito ospedaliero: un tampone necessario per l’accesso, con validità di cinque giorni. A Lucera si partirebbe per tutti con un esame sierologico e un test rapido, esibendone l’esito per fruire di servizi rigorosamente con appuntamento per parrucchiere, estetista, palestra, atelier, eccetera, naturalmente partendo dagli esercizi di vendite alimentari. Scaduti i cinque giorni, il test viene ripetuto, sempre e comunque presso laboratori convenzionati con il Comune che nel frattempo avrà concordato un prezzo minimo per l’esecuzione di centinaia di tamponi da somministrare gratuitamente alla popolazione che deve uscire di casa, in attesa del proprio turno per il vaccino, qualora non fosse stato già ricevuto. Secondo Colucci, senza questo Pass, al massimo sarà possibile uscire di casa ma non si potrà accedere ad alcun servizio, perciò diventa occasione irrinunciabile per adeguarsi, per giunta senza costi personali.

“Si otterrebbero così tre risultati immediati – ha concluso – e cioè uno screening di massa della popolazione, con individuazione anticipata e veloce dei positivi; l’abbattimento dei rischi di diffusione del contagio derivanti da ignari asintomatici; la possibilità di ripresa delle attività commerciali, artigianali e professionali con requisiti di sicurezza fortemente innalzati”.

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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