17/04/2021 13:57:36

Colucci ‘scopre’ fondi anti Covid al Comune

La scoperta promette di essere una bomba lanciata nel Consiglio comunale monotematico che si dovrebbe tenere la prossima settimana, fatto sta che quasi nessuno finora sapeva che al Comune di Lucera ci sono un milione e 300 mila euro destinati all’emergenza Covid, erogati dallo Stato nel 2020 e non ancora spesi, utilizzabili per evitare un deficit generale della tenute delle casse dell’ente.
Lo ha rivelato il consigliere comunale Davide Colucci che ha mostrato un documento ufficiale del dirigente finanziario di Palazzo Mozzagrugno, Raffaele Cardillo, interpellato evidentemente per capire cosa si possa fare per alleviare la situazione di difficoltà dei cittadini. Tuttavia non è chiaro se il fondo sia ancora integro o sia stato già attinto per qualche iniziativa.
In effetti l’esponente del Pd si è mostrato piuttosto critico nei confronti del sindaco Giuseppe Pitta per l’adozione della famosa ordinanza del 7 aprile scorso, di fatto mettendo la città in una situazione di lockdown ancora più duro rispetto a un anno fa, senza l’adozione di accorgimenti e previsioni in grado di dare respiro economico e sociale alla popolazione.
La sua presa di posizione non è parsa causale, alla luce di quanto aveva esposto la settimana scorsa, cioè un progetto del titolo “Pass per la Libertà” che prevede l’effettuazione periodica (ogni cinque giorni) di un tampone, con certificazione negativa da mostrare necessariamente all’accesso in sicurezza ai luoghi pubblici, cioè per la fruizione di commercio e servizi. Il ruolo del Comune sarebbe quello di assicurare la copertura economica dei test a prezzo concordato con i soggetti cittadini abilitati.
La gente deve poter uscire di casa, in attesa del proprio turno per il vaccino – disse Colucci - e il motore economico deve ripartire il prima possibile. Senza questo Pass, al massimo sarà possibile uscire di casa ma non si potrà accedere da nessuna parte, perciò diventa occasione irrinunciabile per adeguarsi, per giunta senza costi personali”.

A Pitta viene contestato anche l’annuncio della scorsa settimana di uno screening della popolazione, concordato con la Asl e partendo dagli operatori del commercio, al quale non c’è stato alcun seguito, ma nel frattempo l’ordinanza sta per scadere e i timori di ulteriori restrizioni sono elevati, anche perché la curva del contagio in città sia sta abbassando molto lentamente.
“Tralascio per carità fraterna e politica di chiedere il motivo per il quale non siano stati spesi finora – ha aggiunto Colucci - ma questa comunicazione fa scattare un conto alla rovescia sul tuo orologio. Adesso le scuse, i ritardi e le incertezze non sono più ammissibili. Il mio progetto è sempre a disposizione, pronto, valido e già ampliato, con la previsione di un preciso e accurato coinvolgimento delle istituzioni sanitarie del territorio, vale a dire Asl e Policlinico che sono chiamate a fare la loro doverosa parte per incidere sul territorio con un rilancio dell’educazione alla salute e il rafforzamento della prevenzione”.

L’esponente della minoranza ritiene di aver conforto sulle sue tesi da quanto sta accadendo in Italia e all’estero.
“Ti ricordo - ha scritto rivolgendosi a Pitta - che la proposta ha modalità attuative che non sono tanto lontane da quanto già in vigore in altri paesi (Stati Uniti e Israele per esempio), e non a caso ora anche in Italia si comincia a parlare di questo per il viaggio tra regioni. Come vedi, il concetto di ‘Pass’ ha una sua logica reale e fattibile, e a Lucera sarebbe molto più semplice da avviare. Ci sono responsabilità da prendere di fronte ai cittadini e alla storia, soprattutto quando ci sono risorse destinate e non utilizzate, e neanche comunicate ai cittadini da te che sei sindaco e assessore al Bilancio. Anche perché le sole ordinanze restrittive sono una soluzione troppo facile, e alla portata di tutti, ma con benefici reali ancora tutti da dimostrare”.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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