19/04/2021 18:27:16

Assegni e bonus, tra dubbi e novità

ASSEGNO UNICO UNIVERSALE
E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la delega al Governo per introdurre “l’assegno unico” a favore dei nuclei familiari con figli. La norma dovrebbe vedere la sua applicazione nel corso della prossima estate. 
Allora è il caso di capire cos’è, come funziona ma soprattutto che ci perde e chi ci guadagna. 
L’assegno unico sostituirà una serie di provvidenze ora operanti e in particolare: assegno ai nuclei familiari con almeno tre minori, l’assegno di natalità, l’assegno per il nucleo familiare e la detrazione Irpef per i figli a carico. Sarà destinato a tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e percettori di reddito di sostegno. Esso è riconosciuto per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza, per i figli minorenni o maggiorenni sino a ventuno anni se dediti agli studi e corrisposto in maniera mensile. Spetterà ad entrambi i genitori e qualora il percipiente sia figlio maggiorenne, potrà essere erogato direttamente allo stesso su apposita richiesta. Per aver diritto alla percezione della provvidenza, bisogna essere cittadino italiano (o extracomunitario in regola con il permesso di soggiorno di lunga durata o per motivi di lavoro di almeno un anno). L’importo, non ancora deliberato, varierà in base all’Isee del nucleo familiare. Sicuramente sono avvantaggiati i lavoratori autonomi per i quali prima non spettavano gli Assegni per Nucleo Familiare e coloro che avevano redditi molto bassi. Di contro restano penalizzati invece i nuclei con figli maggiori di 21 anni, le coppie di fatto, i nuclei con patrimoni mobiliare e immobiliare.

AL VIA LE DOMANDE PER L’ AUTOIMPRENDITORIALITA’ 
Il Mise ha pubblicato la circolare per poter presentare le domande per l’autoimprenditorialità che interessano imprese costituite da non più di 60 mesi in cui la maggioranza del capitale sia composto da giovani di età compresa fra i 18 e 35 anni, ovvero da donne. Possono presentare le domande anche le persone fisiche che intendano costituire una nuova società con le caratteristiche appena illustrate, a condizione che procedano alla costituzione della stessa all’ammissione alla agevolazione.
I settori produttivi interessati sono: produzione di beni nei settori dell’industria, artigianato e trasformazione di prodotti agricoli; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; commercio di beni e servizi; turismo ivi incluse le attività per la valorizzazione paesaggistica, ambientale e culturale. 
Le imprese costituite da non più di 36 mesi possono presentare progetti sino a 1.500.000 euro mentre quelle costituite da 37 a 60 mesi possono giungere a 3.000.000 di euro.
Le agevolazioni consistono in un fondo perduto pari al 20% delle spese per gli acquisti dei beni come da progetto per le imprese costituite da non più di 36 mesi, ridotto al 15% per quelle costitute da non più di 60 mesi, oltre a un mutuo a tasso zero della durata di 10 anni. Le agevolazioni sono erogate a mezzo stati di avanzamento in un massimo di cinque. E’ ammessa l’erogazione anche in presenza di fatture non quietanzate nei limiti del 20% dell’investimento.
Le domande possono essere presentate a partire dal 19 maggio.

BONUS 4.0 (ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate e ulteriori dubbi) 
Si arricchisce di nuove interpretazioni la vicenda del credito di imposta per l’acquisto di beni ad alta tecnologia in grado di colloquiare informaticamente con il sistema aziendale. Come noto, l’argomento è stato sempre affrontato con spirito prudenziale, poiché molte aziende stanno facendo ricorso a tale agevolazione acquistando attrezzature ed usufruendo della stessa, ma non tenendo presente che queste operazioni saranno certamente oggetto di verifica fiscale. Lì dove lo Stato dà con una mano, toglie con due. Oltre alle perplessità già espresse recentemente, deve tenersi conto di alcune recenti risposte fornite dall’Agenzia delle Entrate a seguito di interpello. In una di queste, una società edile chiedeva se rientrava nella specifica agevolazione l’acquisto di un autocarro-betoniera, tecnologicamente avanzato e in grado di colloquiare con altre attrezzature, anch’esse tecnologicamente avanzate e presenti in azienda. Ebbene, l’Agenzia ha risposto che, non rientrando nelle agevolazioni tutti i veicoli (anche qui con una certa imprecisione), l’agevolazione era ammessa (sic!) solo per la parte betoniera e non anche per l’autocarro! Ha pure aggiunto che quindi all’atto dell’acquisto andavano sdoppiati i valori della betoniera e dell’autocarro, ammettendo all’agevolazione solo la prima. Un altro aspetto riguarda quello della perizia attestante l’interconnessione del bene acquistato con il “sistema aziendale”. Come noto, l’agevolazione richiede che (per i beni del valore oltre ai 300.000 euro) vi sia una perizia attestante che esiste interconnessione (dialogo informatico) tra bene e azienda. Nella pratica, accade spesso che i rivenditori, al fine di invogliare i potenziali clienti, forniscano essi stessi la suddetta perizia. Ma la norma richiede che esista “estraneita” del perito incaricato di redigerla, sia con il rivenditore che con l’acquirente. Nel caso, invece, che il valore dell’investimento sia inferiore ai 300.000 euro, la norma ammette un’autodichiarazione da parte del titolare   dell’impresa. Ma anche qui non mancano dubbi e perplessità. In primis, per la data certa attestante l’avvenuta interconnesione, perché non essendoci giuramento, bisogna trovare il modo di rendere la data certa. Resta poi la perplessità di questa autodichiarazione (che non è certo un semplice atto notorio) perché la stessa presenta complessità sia di natura tecnica che fiscale. Un agricoltore che voglia autonomamente cimentarsi con questa documentazione, dovrebbe avere cognizioni di tecnologia ingegneristica, informatica e fiscale.
Ultimo aspetto, ma non per questo trascurabile, riguarda il rischio dei commercianti che, in totale buona fede, hanno rilasciato fattura con la obbligatoria dicitura “Bene agevolabile ai sensi della legge… art… comma…”.
Qualora in sede di controllo fiscale il suddetto bene non rientrasse in quelli indicati nell’allegato A della legge che individua i beni agevolabili (e ce ne sono tanti non esplicitamente indicati), cosa potrebbe accadere? L’acquirente potrebbe ragionevolmente sostenere che il commerciante ha venduto un bene diverso da quello che si intendeva acquistare (come vendere mele ma consegnare pere) e quindi fare azione di rivalsa nei confronti dello stesso, intraprendendo un contenzioso legale.

Per qualsiasi informazione:
Studio Viola & partners (0881-549932) 
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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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