26/04/2021 11:24:12

Tutolo in tenda alla Regione

Aggiornamento ore 15 – Antonio Tutolo ha sospeso il sit-in davanti al Consiglio regionale, a seguito di un incontro con il vice presidente della Giunta regionale Raffaele Piemontese. Questi si sarebbe fatto personale garante della discussione della proposta di legge nella terza commissione Sanità presieduta da Mauro Vizzino, mentre la presidente dell’intera assemblea Loredana Capone e alcuni capigruppo avrebbero promesso l’inserimento dell’argomento nell’ordine del giorno della prima seduta utile della prossima settimana.

 

All’inizio lo aveva solo ipotizzato, poi lo ha annunciato e alla fine l’ha fatto. Da questa mattina Antonio Tutolo ha allestito un sit in permanente davanti alla sede del Consiglio regionale, finalizzato a sollecitare la sua richiesta di istituire anche in Puglia protocolli mirati alla umanizzazione delle cure dei malati Covid.
“Nessuno deve morire da solo – ha dichiarato all’inizio della sua protesta silenziosa – ma dopo numerose comunicazioni, una mozione che ancora non riesce ad essere discussa in Consiglio, una proposta di legge presentata insieme ad altri colleghi e diverse iniziative tutte cadute nel vuoto, ho deciso di restare qui per dire no a questa brutale forma di disumanizzazione sanitaria e difendere il diritto dei pazienti ad essere curati anche con l'amore e l'affetto dei propri cari. Voglio battermi per evitare che si continui a morire da soli, senza nessuno vicino: la trovo una cosa semplicemente assurda e crudele. La mia protesta durerà finché non riceverò una risposta, perciò chiedo al Consiglio di esprimersi finalmente su questo tema, in un senso o nell'altro, assumendosi la responsabilità delle proprie decisioni. In altre Regioni sono state attuate norme per consentire la visita ai pazienti in condizioni critiche. In Puglia, non si sa per quale motivo, questo non è possibile. Eppure, ormai, ci sono le conoscenze, i dispositivi adatti e pure validi protocolli per permettere che ciò avvenga nella massima sicurezza. E a questo punto sembra essere diventata più una presa di posizione che un diniego confortato da una ragionevole motivazione”.

La questione a Lucera sta invece facendo registrare grande adesione. Nei giorni scorsi la lista civica Lucera 2.0, sebbene di minoranza al Comune, ha manifestato pubblicamente il suo sostegno. “La proposta rappresenta una giusta conquista di civiltà – è scritto in una nota - nonché uno strumento immateriale preziosissimo sotto il profilo psicologico, capace di massimizzare la collaborazione dei pazienti nella personale lotta al virus di ciascuno di essi”.

Venerdì scorso, invece, l’intero Consiglio comunale ha approvato all'unanimità un documento di partecipazione all’iniziativa e di richiesta al presidente Michele Emiliano di attivare le opportune procedure ospedaliere e della gestione del “fine vita” dei pazienti. 
“Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che il contatto del paziente con i familiari può portare ad un sensibile miglioramento del quadro clinico dello stesso, alla luce anche della connessione, ampiamente dimostrata, fra mente e corpo – è scritto nel testo – oltre al fatto che quando le cure purtroppo non sortiscono l’effetto sperato, numerosi cittadini pugliesi hanno vissuto la crudeltà di un protocollo ‘cinico ed asettico’ che consegna ai propri cari il defunto in un sacco simile a quello della spazzatura, negando loro il conforto di un ultimo abbraccio e di un estremo commiato”.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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