28/04/2021 08:27:17

Attacchi e scontri in Consiglio comunale

In attesa della seduta di Consiglio comunale di domani, quella di venerdì scorso ha lasciato strascichi politici inaspettati alla vigilia di un incontro che doveva servire “solo” per fare il punto della situazione sulla gestione Covid a Lucera.
E invece l’incidente occorso alla maggioranza che è andata sotto su una proposta partita paradossalmente dal suo interno (con conseguente forte irritazione da parte del sindaco che ieri avrebbe pure già respinto le dimissioni di un suo assessore), insieme alle proteste sulla gestione dei lavori sollevate dalla minoranza, hanno portato a prese di posizione più nette rispetto a quanto accaduto nel recente passato.

Per esempio il gruppo consiliare di Lucera 2.0, formato da Francesco Di Battista e Francesco Russo, ha fortemente criticato sindaco e presidente del Consiglio, invocando “il buon senso che deve guidare le scelte dell'azione amministrativa nel contemperamento tra le diverse, e tutte sentite, esigenze in gioco”.
Nel mirino sono finite le ultime ordinanze ritenute eccessivamente restrittive, carenti di chiarezza, generatrici di confusione e prive di condivisione anche nella stessa maggioranza, la gestione degli appuntamenti vaccinali senza opportuna organizzazione e adeguata informazione, quella da estendere in maniera capillare in tutta la città e su tutti gli aspetti dell’emergenza epidemiologica. 
“Ci tocca purtroppo constatare che proprio il buon senso è stato il grande assente – è scritto in una nota - quando il sindaco ha replicato ai pacati interventi di tutti i consiglieri con la sua solita boria. È mancato quando il presidente si è arrogato il diritto di decidere in luogo del Consiglio, che ne ha invece titolo, se votare o meno sulla proposta di delibera della consigliera Niro. È mancato quando è stata necessaria una mozione d'ordine da parte del consigliere Di Battista per richiamare il presidente al rispetto del regolamento e vederselo riconosciuto. È mancato quando la maggioranza ha messo in scena il suo teatrino su tale mozione, di fatto spaccandosi e rendendo evidente che l'attuale Amministrazione è tutt'altro che unita e compatta, cosa niente affatto rassicurante in un periodo così delicato. È mancato nelle proposte di modifica, nelle dichiarazioni di voto poi contrastanti con il voto effettivo, nelle improvvise sparizioni, nell'affrettata dichiarazione di chiusura del Consiglio. E’ pur vero che nella maggioranza sono emersi interventi e posizioni condivisibili e di assoluto interesse, come quelli di Pasquale Colucci, Antonella Matera, Vincenzo Checchia, Francesco Aquilano, oltre alla stessa Francesca Niro. Peccato che il capo dell'Amministrazione, nell'alternare silenzi e sproloqui, mostri la sua totale inadeguatezza sia nel suo ruolo di sindaco sia come leader della sua coalizione. Non sarà un caso se la stessa lo ha messo pubblicamente in minoranza. Non è questo ciò di cui ha bisogno la città. Lucera merita di essere amministrata da persone capaci e mature, che sappiano fare del buon senso e dell'efficacia amministrativa i loro principi guida”.

Il più attivo nelle contestazioni era stato fin da subito Davide Colucci del Pd, il quale ha dissentito su come siano andati avanti i lavori dopo l’intervento del sindaco in risposta alle sollecitazioni dei consiglieri. “Sono stato attaccato da Pitta e poi il presidente Pietro Di Carlo mi ha impedito di replicare – ha scritto pubblicamente – ma ho avuto la sensazione che il sindaco temesse la mia risposta, anche perché ha completamente e volutamente cambiato spirito e contenuti della mia proposta del ‘Pass per la Libertà’, attribuendomi cose che non ho mai detto e scritto. Gli risponderò sui social, ma lui anziché disturbarsi per me, farebbe invece bene a preoccuparsi del gradimento che riscuote in tutta la sua maggioranza, nella sua Giunta che ha nominato lui e in generale nella città, pure tra quelli che lo hanno votato. Ma lui ormai si comporta da politico in carriera e forse certe dinamiche gli interessano poco. Io concordo sul rispetto delle regole dettate dal presidente, ma il problema vero è che per almeno un quarto d'ora circa ci è stato materialmente impedito di parlare, mediante il ricorso al tasto che toglie l’audio agli altri partecipanti. Siamo consiglieri comunali e non alunni da zittire perché indisciplinati. Auspico e spero che questo non accada più, perché quel tasto è attivabile su ogni piattaforma, ma la sua presenza non autorizza a usarlo. Quello che si sta verificando in questa legislatura non ha precedenti, poiché veniamo zittiti con un semplice clic. Poi è normale che il dibattito sfoci sui social, a questo punto l'unico mezzo per poter far sapere la verità alla cittadinanza. Ammetto che è difficile far comprendere, anche a chi mastica politica da numerosi anni, che l'uso della tecnologia non si concilia benissimo con la democrazia, il diritto di parola e con lo Statuto, il quale prevede tra l'altro che il Presidente del consiglio sia il presidente di tutti, non solo di chi lo ha votato”.

r.z.

Vedi anche: La realtà politica lucerina tutt’altro che virtuale

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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