26/05/2021 09:00:48

Benefici diretti per le tasche dei cittadini

Al di la della bufera politica, non ancora rientrata, riguardante la maggioranza a Palazzo Mozzagrugno, il Consiglio comunale di giovedì scorso qualche risultato amministrativo comunque lo ha portato, tanto più a beneficio diretto dei cittadini in un periodo di grande delicatezza economica per le famiglie alle prese con l’emergenza sanitaria Covid.
Due argomenti, approvati all’unanimità, riguardano in particolare i pagamenti verso l’ente, a partire dalle scadenze delle rate della Tari che sono state “differite” alle nuove date posticipate rispettivamente a fine luglio, settembre e ottobre, e con il saldo fissato al 10 dicembre.

E poi c’è tutto il mare magnum delle svariate tipologie di versamenti di carattere tributario che il Comune reclama (la stessa Tari, ma anche locazioni immobiliari, oneri urbanistici, occupazioni di suolo pubblico).
Oggi c’è la possibilità di dilazionare in rate mensili, anche di 50 euro per importi che non superano i 1.200 euro per un totale di 24 frazioni, così come nella fascia tra i 1.200 e 3.000 euro. Per importi ancora superiori non si potranno superare i 36 mesi, estendibili a 48 solo per debiti superiori ai 3 mila euro e con comprovate difficoltà economiche. 

Naturalmente tutto questo era stato preceduto dall’approvazione del Bilancio Stabilmente Riequilibrato, quello del quale per esempio è emerso ufficialmente che i debiti reali del Comune di Lucera ammontano a più di 7 milioni di euro, con circa 400 soggetti privati che ora attendono il rientro delle fatture emesse, ma non oltre il 60% dell’importo nominale emesso. Lo prevede la legge che impone quella percentuale come tetto massimo rimborsabile nell’ambito della cosiddetta “Procedura semplificata” proposta dall’Organismo Straordinario di Liquidazione e accettata dall’Amministrazione Pitta che, se non fosse stato per lo stop politico dettato dalla fuoriuscita del gruppo Con, aveva già fatto capire di avere idee chiare su come proseguire sul percorso di invocato risanamento delle casse dell’ente. A supporto di queste amibizioni c’è anche l’incredibile circostanza delle risultanze della massa creditizia che ammonta a oltre 22 milioni, cifra tuttavia solo teorica e per la quale bisognerà valutare con realismo l’effettiva possibilità di incasso di Palazzo Mozzagrugno che ha mostrato una cronica incapacità di farsi pagare il dovuto.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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