28/05/2021 07:28:42

Tutolo rompe il silenzio sulla crisi

Da una settimana a questa parte è il convitato di pietra su ogni discussione generata dalla crisi politica esplosa giovedì scorso a Palazzo Mozzagrugno. Il tappo è saltato con la fuoriuscita dalla maggioranza del gruppo “Con” che ha dei legami diretti con il consigliere regionale Antonio Tutolo, per cui è evidente che ogni valutazione venga rimandata anche alla sua posizione che finora è rimasta silenziosa, anche a causa del grave lutto familiare che lo ha colpito con la perdita della madre, avvenuta praticamente negli stessi minuti in cui il cognato Vincenzo Checchia decretava in Consiglio comunale, al di là dei sofismi lessicali, la fine di un’epoca e la conclusione dell’esperienza denominata “Piazza Pulita”. O almeno di come è stata vista e vissuta finora.
Tutolo ha accettato di parlarne con Luceraweb, dimostrando però di aver appena sollevato il coperchio delle rivelazioni sopra una pentola in cui la temperatura si abbasserà con una certa lentezza, tenendo per sé aneddoti e retroscena che potrebbero solo infuocare ulteriormente il contesto infarcito di questioni politiche e personali che il tempo ha solo acuito e certemente non sanato. 

Cosa pensa di tutto quanto è accaduto negli ultimi giorni?
Ancora non mi sono fatto un’idea precisa, perché mi pare tutto in divenire e soprattutto inverosimile. Finora i fatti reali sono l’uscita di un terzo dei consiglieri dalla maggioranza e di mezza Giunta. Forse il sindaco si dovrebbe porre qualche domanda. Ritengo però fastidioso attribuirmi ruoli che non ho in questa vicenda, solo per spostare le proprie responsabilità.

Lei che ha iniziato la sua azione politica al Comune partendo nel 2009 con la dura opposizione a Pasquale Dotoli, e mettendo come obiettivo l’esclusione di una precisa classe politica, anche facendo nomi e cognomi, come reagisce al possibile ritorno al Governo di persone da lei avversate e accanto a un sindaco che lei ha sostenuto fortemente solo otto mesi fa?
Se si dovessero confermare le cose di cui si parla, allora sarebbe un tradimento alla città che nelle ultime tre elezioni ha votato un sindaco indicando chiaramente da chi non vuole più essere governata. Oggi a queste persone (si dice) potrebbero essere di fatto consegnate le chiavi della città, facendole passare dalla porta principale e con tutti gli onori di incarichi e deleghe importanti. Per quanto mi riguarda, solo valutare certe ipotesi mi fa male, perché ho lavorato da almeno 15 anni affinché non tornassero certe cose e certe persone. Ho dedicato una parte importante della mia vita al Movimento che inevitabilmente non è più quello originario.  

Non pensa che sia limitante per l’azione politica del gruppo “Con”, esponendosi ad accuse di familismo, porre come punta avanzata il suo parente Vincenzo Checchia, al quale vengono attribuite insistenti richieste di incarichi e candidature di primo livello?
Posso garantire di non aver mai partecipato alla formazione di quel gruppo e anche alle sue riunioni successive. Del resto, di alcune cose sono stato informato a cose fatte o proprio per niente. Pensare o insinuare che io sia il burattinaio di persone di indiscusso valore è offensivo nei loro confronti, e mi riferisco anche alla lista degli Agricoltori. Io sono per la ricerca del dialogo, con soluzioni da trovare all’interno dello schieramento e non fuori. Tuttavia mi rendo conto che questo ormai sia diventato difficile da una parte e dall’altra. Mi risulta siano state disattese delle regole interne e quindi quelle persone sono state messe nelle condizioni di andarsene perché sostanzialmente messe alla porta con ostilità. 

Nonostante i suoi impegni al Consiglio regionale, quale posizione e quali azioni ritiene di adottare nell’immediato futuro, a prescindere da eventuali e sempre meno probabili elezioni anticipate?
Quando e se sarà il momento di tornare a impegnarsi, certamente non mi tirerò indietro, perché sarebbe una resa inaccettabile davanti ai tanti cittadini che ci hanno dato fiducia. Bisognerà salvaguardare la nostra dignità politica che rimane intatta, perché non abbiamo mai accettato compromessi con chi ritenevamo il peggio della politica. Per qualcun altro si dovrà verificare se ne avrà ancora una, dopo aver fatto parte di un progetto che era ed è l’antitesi di ciò che lui oggi starebbe favorendo. Forse non è più convinto, oppure ha dimenticato certe posizioni e dichiarazioni. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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