30/05/2021 12:15:34

I racconti della crisi politica

L'attuale crisi politica al Comune di Lucera, la prima dopo sette anni, sta diventando un gioco da tavolo, ma prima di cominciarlo bisognava sedersi sulle poltrone. 
E le poltrone, cioè gli incarichi e le candidature, sono solo uno degli elementi di una vicenda in cui si vedono chiaramente strategie, cose dette, cose non dette, messaggi trasversali e apparenti pentimenti, tanto che ieri pomeriggio ci sono volute quasi due ore di conferenza stampa dei fuoriusciti dalla maggioranza per far venir fuori due circostanze concrete finora inedite: l’annunciata raccolta di firme per sfiduciare il sindaco Giuseppe Pitta, e una domanda a lui attribuita pochi minuti dopo la fine del Consiglio comunale di dieci giorni fa, quando tutto è cominciato: “Siete disposti a turarvi il naso?”.
La richiesta, secondo quanto riferito dall’ex suo vice Nicola Di Battista, sarebbe stata pronunciata subito, nella prima riunione di maggioranza al primo piano di Palazzo Mozzagrugno, lasciando intendere che fosse già pronto un piano B, anche se in quella occasione non sarebbe stato specificato a chi in particolare chiedere aiuto. Ci ha poi pensato ieri sera Davide Colucci a rivelare di essere stato immediatamente “avvicinato e sondato” nel cortile di Palazzo Mozzagrugno, ma l’esponente del Pd avrebbe subito risposto picche, tanto da invocare il giorno dopo la raccolta firme per andare nuovamente al voto. La risposta ai dubbi di molti è comunque arrivata nel giro di tre giorni, perché sono sempre più insistenti le voci di un accordo con il centro-destra e Italia in Comune chiuso già nella domenica successiva, tant’è vero che la lista Agricoltori il giorno dopo ha comunicato la sua presa di distanza dall’operazione, uscendo dalla maggioranza con il suo assessore e l’unico consigliere comunale rimasto.
Le firme, quindi, sono uno spauracchio che però evidentemente non turbano il sonno del sindaco, visto che il conteggio, seppur ancora ufficioso, si fermerebbe a dieci, con quindi almeno altre tre necessarie ma che difficilmente arriveranno dalla nuova maggioranza che si intravede all’orizzonte. 
Non a caso, Pitta continua a tacere e a giocare con l’orologio a suo favore, perché nonostante le attese e le fughe di notizie (false), sta aspettando il momento buono per dimettersi, aprire un tavolo con i quattro “aderenti” (Antonio Buonavitacola di Forza Italia, Giuseppe De Sabato e Franco Ventrella di Rinnoviamo Lucera, e Raffaele Iannantuoni di Italia in Comune) e poi rientrare a Corso Garibaldi per scrivere però una storia tutta diversa della sua Amministrazione. 
Nel frattempo le due formazioni uscite si ritengono sedotte e abbandonate, perché fissano un cambiamento di atteggiamento del sindaco nei loro confronti subito dopo la sua elezione, lasciando intendere di aver pagato un’eccessiva vicinanza al consigliere regionale Antonio Tutolo, il nume tutelare della coalizione Piazza Pulita, fondata una quindicina di anni fa dentro quel negozio di via Bovio dove tutto è iniziato. Hanno raccontato di essere stati maltrattati, insultati, ignorati e quando si è trattato di porre richieste (politiche ed elettorali) avrebbero avuto la sensazione di essere rimasti fuori da qualsiasi distribuzione e rotazione di riconoscimenti. I due casi emblematici sono stati indicati per la presidenza del Consiglio (poi assegnata a Pietro Di Carlo) e la candidatura per le Provinciali (con Tonio De Maio già designato): in entrambi i casi Vincenzo Checchia ha ammesso di aver avuto ambizioni, poi stroncate “perché il sindaco le aveva già promesse senza alcuna condivisione nella coalizione. Il progetto non è più il nostro – hanno detto praticamente tutti – quindi cosa rimaniamo a fare più? A questo punto ci dedicheremo a svolgere il ruolo di opposizione”.

Riccardo Zingaro 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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