01/06/2021 17:29:24

La versione di Pitta

Tra dichiarazioni ed echi mediatici, sabato e domenica sono state le giornate dei fuoriusciti. Lunedì e martedì, invece, spetta al sindaco Giuseppe Pitta prendersi la scena politica locale. Ieri si è dimesso, oggi ha affidato a una diretta Facebook il suo racconto della crisi scoppiata il 20 maggio scorso, quando i quattro consiglieri comunali del gruppo “Con” hanno salutato lui e la maggioranza, seguiti a ruota dalla lista Agricoltori che era rimasta con un altro consigliere e il vice sindaco. 
L’emorragia pare che comunque si sia fermata, almeno a giudicare da un comunicato diffuso proprio stamattina in cui il resto della coalizione vittoriosa ad ottobre scorso gli ha confermato sostegno e vicinanza. “Restiamo uniti” è l’invocazione firmata dai tre superstiti della Giunta, oltre ai dieci consiglieri comunali rimasti dalla sua parte e che si sono dovuti esporre con chiarezza. “Pitta ha operato sempre e soltanto pensando al bene collettivo - è scritto - nel rispetto delle regole e della grave condizione sanitaria in cui la nostra città si è ritrovata in uno dei suoi periodi più tristi, bui e complicati, senza far mancare mai il dibattito e il confronto democratico. Riteniamo assolutamente impensabile sfiduciarlo dopo soli sette mesi senza ragioni plausibili, provocando in questo momento storico lo stop dell'azione amministrativa. Ora più che mai gli siamo vicini ed onoriamo il patto con la nostra Città”. 

Ma siccome i numeri in politica valgono ancora molto, non sono comunque sufficienti per andare avanti, e quindi è stato lui stesso a ribadire un concetto elementare: “Non ho più una maggioranza, e quindi bisogna trovare una soluzione alternativa”.
In effetti Pitta, sia prima che soprattutto dopo le dimissioni, non ha mai lasciato intendere di voler mollare del tutto (“A chi farebbe comodo?”, ha chiesto allusivamente), pur non escludendo l’ipotesi che resta sempre possibile fino al 20 giugno, ultimo giorno utile per ripensarci. E quindi ha già fatto appello a tutte le forze dell’attuale minoranza a Palazzo Mozzagrugno, chiamate a un confronto politico sul quale ha posto un solo paletto: ripartire dal “mio programma elettorale - ha detto - cioè il patto con i cittadini che mi ha consentito di vincere e governare per questi pochi mesi in cui sono stati ottenuti grandi risultati. Abbiamo la possibilità di risolvere la questione Sant’Anna una volta per tutte, fare una moratoria sulle discariche e sbloccare i cantieri”.

Bisognerà prima verificare se siano almeno tutti disposti a sedersi a un tavolo, rispondendo all’invito di Pitta che non sembra essere in una posizione di forza, perché ha dichiarato apertamente che vuole continuare ma è costretto a chiedere appoggio a soggetti che rappresentano una stagione politica fortemente avversata dal movimento Piazza Pulita del quale lui stesso fa parte dal 2014, e quindi tutt’altro che graditi a qualche maggiorente del suo schieramento, oppure rivolgersi a quelli che gli sono invisi dal punto di vista personale e caratteriale, dai quali quindi difficilmente troverebbe aiuto. 
Al di là delle smentite di circostanza e delle dichiarazioni pre confezionate altrove, c’è chi dice che tutta questa parte della storia sia solo una narrazione studiata e finalizzata a dimostrare che si sono tentate tutte le strade prima di imbarcare quattro esponenti della minoranza (Forza Italia, Rinnoviamo Lucera e Italia in Comune) e mettere tutti davanti a un fatto che si sarebbe già compiuto da una decina di giorni.

Nel frattempo, anche in questa occasione ha ribadito che il gesto degli ex sodali sia stato risibile e ingiustificato dal punto di vista politico, ammettendo di avere comunque un brutto carattere, di aver risposto male a qualcuno nel passato, ma inserendo questa situazione nella categoria dei “peccati veniali”.
Nella diretta non ha risposto direttamente alle accuse che gli sono state mosse sabato scorso, ma piuttosto ha lanciato messaggi ancora tutti da interpretare nel settore urbanistico e soprattutto ambientale, argomento di costante delicatezza anche in relazione al ruolo economicamente preponderante che recitano alcune imprese cittadine, contro le quali ha vantato successi recenti "a difesa del territorio".
E poi ha rivendicato, parlando spesso in terza persona, quanto fatto finora a Palazzo Mozzagrugno con risultati ritenuti soddisfacenti, specie in ambito finanziario e sanitario: “Sono diventato sindaco nel momento più duro della pandemia, e nonostante questo abbiamo fatto già tanto e meglio di prima. Abbiamo dovuto affrontare tutta la fase emergenziale più acuta e poi gestire con grande efficienza l’inizio della campagna vaccinale. E soprattutto ci è stato approvato il Bilancio, quello che in precedenza era stato bocciato più volte. E così risparmieremo il 60% del debito di tutti i cittadini e pazienza se 400 imprese percepiranno di meno”. 

Riccardo Zingaro 

Vedi anche: Tutolo rompe il silenzio sulla crisi

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0313s.