07/06/2021 18:36:47

Primo giorno senza ‘Consultazioni’

Ci vorrebbe una seduta psicoanalitica collettiva per chiarire, comprendere e poi possibilmente spiegare la crisi politica che sta andando avanti circa 20 giorni al  Comune di Lucera. 
Oggi iniziava formalmente il giro di consultazioni, rigorosamente a porte chiuse nonostante gli annunci “pubblici” del sindaco Giuseppe Pitta, ma è già difficile intepretare cosa stia accadendo proprio in queste ore, peraltro precedute da una diretta di Antonio Tutolo che non le ha certo mandate a dire.
Tuttavia bisogna andare con ordine.
Il primo appuntamento a Corso Garibaldi è subito saltato, visto che la lista “Lucera 2.0” non si è presentata, così come promesso nello scorso fine settimana, caratterizzato prima da un comunicato e poi da un comizio in Piazza Duomo in cui peraltro il gruppo politico si è manifestato in maniera maggiormente strutturata.
“Esiste già un luogo deputato al confronto tra le forze politiche – hanno scritto – ed è il Consiglio Comunale, per cui non parteciperemo ad alcuna consultazione o incontro riservato con il primo cittadino dimissionario. Stigmatizziamo il ricorso improprio a queste ‘consultazioni, che hanno il sapore di trattative fatte in modo riservato, non pubblico. Evidentemente i programmi non sono il vero tema: come sempre si parlerà di strategie politiche, candidature, poltrone, incarichi di sottogoverno e carriere politiche, argomenti di cui confermiamo il nostro assoluto disinteresse. Il nostro contributo sui temi e sulle questioni amministrative, come non abbiamo mai smesso di fare in passato, lo daremo nelle sedi istituzionali adeguate”.

Ma tutto il primo giro si è rivelato un flop, perché nella Sala Giunta non si sono visti nemmeno i rappresentanti di “Con” che proprio stamattina, in una nota congiunta con gli Agricoltori, hanno subordinato la partecipazione a una “smentita ufficiale e categorica su un possibile accordo con alcune forze di minoranza che, storicamente, il nostro movimento ha sempre avversato”. 
Sembrava un assist a Pitta che avrebbe potuto allontanare i sospetti, e invece non ha battuto ciglio, favorendo con il suo silenzio le insistenti affermazioni di chi ritiene che l’accordo con quattro esponenti dell’opposizione sia chiuso da tempo. 
Anche in questo caso, comunque, sono state criticate le modalità: “Le consultazioni avrebbero necessariamente dovuto prevedere il reale coinvolgimento di tutti – hanno aggiunto le due formazioni - a partire dalla scelta delle date, calate dall’alto come al solito, e constatando che, trattandosi di incontri politici, sia del tutto inopportuno tenerli presso il Palazzo di Città, peraltro anche fuori dagli orari d’ufficio”.

Ma tutto questo è stato anticipato, dopo l'intervista a Luceraweb, dall’attesa diretta del consigliere regionale lucerino che su Facebook non è andato leggero, prima respingendo ancora una volta qualsiasi ruolo o coinvolgimento nella clamorosa decisione del gruppo Con e degli Agricoltori di lasciare la maggioranza (“Non ho mai partecipato a una riunione di maggioranza, e nemmeno sono stato mai invitato), e poi si è lanciato in valutazioni politiche e personali su alcuni protagonisti attuali a Palazzo Mozzagrugno, partendo dal cortile e finendo alle stanze più interne.
Il primo obiettivo è stato certamente il sindaco, prima sollecitato a “chiedere scusa” per gli atteggiamenti mostrati negli ultimi tempi nei confronti dei fuoriusciti, poi consigliato a “non avventurarsi sui meriti per la gestione della pandemia, della scelta dell’hub vaccinale e sull’approvazione del bilancio", e infine incalzato su una delle questioni che da settimane è al centro del dibattito interno alla maggioranza: “Qual è il sottostante della candidatura alle Provinciali? Lo vedremo presto”. 
“Avrei potuto dire la mia sulla scelta di qualche assessore, ma non l'ho fatto per correttezza. Pensavo di aver lasciato la città in mano a gente matura – ha concluso Tutolo rivolgendosi a quello che resta della maggioranza – ma si può ancora rimediare. Risolvete i problemi parlando, altrimenti devo pensare che era tutto già stabilito. Ma non siete legittimati a fare alleanza con chi abbiamo combattuto, sarebbe una porcata di cui vergognarvi".

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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