09/06/2021 17:50:04

Tutolo ‘on fire’, Pitta nel mirino

Due dirette in tre giorni, peraltro nella settimana delle Consultazioni, significa semplicemente che il consigliere regionale Antonio Tutolo è diventato uno dei protagonisti della crisi politica al Comune di Lucera. 
E a giudicare da toni e termini delle sue esternazioni, è chiaramente in modalità “on fire”, quella che ha fatto più presa sulla gente soprattutto nei primi mesi del 2020, agli albori della pandemia.
Oggi pomeriggio è tornato ancora più pesantemente ad attaccare il sindaco Giuseppe Pitta, andando oltre le allusioni ambientali, rivelando un paio di situazioni accadute a Palazzo Mozzagrugno che forse qualcuno in collegamento potrebbe anche voler meglio approfondire, specie per la destinazione di un finanziamento nel settore educativo e sulla (già tanto chiacchierata) gestione del palasport. Con l'interessamento di altrettanti dirigenti comunali.

A ogni modo, ha ribadito che gli incontri di questi giorni siano una finzione, visto che l’accordo di una nuova maggioranza con quattro consiglieri comunali di opposizione - a suo dire e non solo - è cosa fatta da tempo.
“Non ci prendiamo in giro – ha affermato – perché a Lucera tutti sanno tutto, quindi è inutile cercare di far vedere altro. Poi va bene qualsiasi cosa, ma bisogna spiegare ai cittadini perché si è arrivati a rinnegare valori e principi che ci hanno animato per anni, e che ci hanno permesso di fare ‘piazza pulita’ di una certa politica, rappresentata da persone alle quali ora si stanno consegnando le chiavi della città”.
E’ evidente che Tutolo non sopporta quello che si potrebbe rivelare uno storico ribaltone, non solo politico ma anche e soprattutto ideologico, ritenendo Pitta il primo responsabile di questa operazione, preceduta da mesi di presunte denigrazioni, pubbliche e private, di tutti coloro che vedono in lui un riferimento diretto. 
E non ci sono solo testimonianze e racconti, in realtà nemmeno smentiti dai diretti interessati, a descrivere il contesto in cui la città è stata governata negli ultimi otto mesi, perché si aggiunge il fatto che i social sono un elemento spesso controproducente per chi non ne riesce a fare un uso adeguato. E così hanno cominciato a girare post e soprattutto incauti file vocali che forse illustrano meglio il clima divisivo instaurato da diverso tempo a Corso Garibaldi, con cittadini ignari di una imminente eruzione che in realtà stava accumulando magma da molto tempo prima. 

Ormai non è più un mistero che numerose, reciproche e incrociate mal sopportazioni interne alla coalizione siano sempre state controllate dalla presenza del leader fino a quando è stato sindaco, e di queste ne sono emerse davvero pochissime, in nome di un’unita di intenti che oggi non c’è più. 
Valga un esempio per tutti: perfino uno dei primi fondatori come Luca Borrelli nel 2019 ha preferito uscire in silenzio dal Movimento, senza aver mai pubblicamente esternato cause, motivazioni e responsabili del suo malcontento. Quell’atteggiamento oggi gli sarà valso al massimo qualche richiesta di scuse postume, ma in questa commedia degli equivoci era il minimo che potesse accadere. 
Dal 2014 al 2020 sono stati i tempi delle negazioni a prescindere di qualsiasi critica all’operato amministrativo, specie nel settore Cultura ed Eventi dove erano pronte vere e proprio squadre organizzate che sui social attaccavano i detrattori (Luceraweb è sempre stato ai vertici di questa speciale classifica, nda), ripetendo in loop frasi precostituite con toni da vittime e da inesistente sindrome da assedio. Oggi che gli schemi mentali, la mutualità politica e gli interessi economici sono saltati del tutto, emergono i pentiti affranti, i falsi distratti e i miracolati ignari, in un tutti-contro-tutti che non salva nessuno, nemmeno lo stesso Tutolo che oggi si meraviglia di come vengono gestite attualmente le richieste sugli spettacoli a Lucera. 
Cioè uguale uguale a quando c’era lui a Palazzo Mozzagrugno.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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