10/06/2021 15:39:39

Sul ‘Data manager’ c’è la proposta di legge

Anche l’ospedale Lastaria di Lucera è interessato alla proposta di legge regionale avanzata dal consigliere Antonio Tutolo e relativa al data manager, una figura che i lucerini hanno conosciuto per la prima volta l’anno scorso, quando si cominciò a parlare di una struttura più articolata di Oncologia in città. 

“Dare una migliore opportunità di cura ai nostri malati oncologici è un dovere morale”, è il suo commento dopo l’approvazione tecnico-normativa della sua iniziativa in materia di conduzione degli studi clinici per la prevenzione e una migliore qualità della vita dei pazienti oncologici. Pronta per essere discussa in Consiglio regionale, si basa proprio sulla individuazione di un Coordinatore di ricerca clinica, per rispondere all’esigenza della appropriatezza delle cure sanitarie e di razionalizzazione delle spese.
“Credo sia fondamentale lavorare da subito al potenziamento del nostro sistema sanitario e renderlo il più possibile efficiente con proposte concrete e mirate – ha aggiunto – e una di queste riguarda proprio l'attività di ricerca che rappresenta, ormai, un elemento di qualità per qualsiasi struttura sanitaria con oncologia medica, grande o piccola che sia. Per la rilevante mole di attività che comporta la partecipazione ad una sperimentazione clinica è ormai indispensabile una figura adeguatamente formata e deputata a svolgere le importantissime funzioni di raccordo all’interno dei cosiddetti ‘disease management team’”.

Se questa proposta dovesse essere approvata dal Consiglio, la Puglia sarebbe la prima regione italiana a dotare di un coordinatore di ricerca clinica tutte e 17 le strutture sanitarie pubbliche con reparto oncologico e retribuirlo con soldi pubblici e, dunque, svincolarlo da rapporti con le case farmaceutiche o altri privati.
“La spesa annua prevista è di poco più di 500 mila euro – ha spiegato Tutolo - ed è più che congrua se si pensa che l’efficientamento generale delle strutture, il miglioramento nella gestione dei protocolli di cura tumorale e una maggiore innovazione, contribuirà a migliorare l’outcome clinico dei pazienti, limiterà i ‘viaggi della speranza’ e, di conseguenza, la spesa passiva per i contributi alle cure extraregione”.

La proposta si pone in un momento storico in cui la pandemia da Sars-Cov-2 ha comportato un’emergenza nell’emergenza, con gravi rallentamenti soprattutto nella diagnosi precoce e negli screening oncologici che, quasi sempre, sono alla base della guaribilità dai tumori. Il rischio è infatti che nei prossimi anni il sistema sanitario regionale dovrà caricarsi di un numero maggiore di pazienti, molti dei quali in uno stato più avanzato della malattia e con un più alto rischio di mortalità.
“Sono molto soddisfatto – ha dichiarato Tutolo - perché è una proposta a cui stavamo lavorando da mesi, vista anche la particolare situazione di vuoto normativo a livello nazionale. È paradossale che un ospedale o un istituto di ricerca possa assumere, per fare solo degli esempi, elettricisti, giardinieri,
caldaisti, e non abbia, ad oggi, alcun ruolo definito nel quale inserire la figura del ‘Coordinatore di ricerca clinica’, peraltro espressamente richiesta nei percorsi di accreditamento e prevista dalla legislazione europea”.

f.g.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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