02/07/2021 16:46:39

Itet e Festina Lente: insieme per crescere

Cos’è la comunicazione? Parlare è comunicare. Scrivere è comunicare. Esprimere la propria opinione è comunicare. Caricare un post su Facebook, una foto su Instagram o un video su TikTok è comunicare. Scegliere di indossare la t-shirt della propria band preferita è comunicare.
Paradossalmente anche non comunicare è comunicare la scelta di non comunicare.
Senza addentrarsi troppo nel filosofico, questa piccola introduzione permette di comprendere l’importanza della comunicazione per gli esseri umani: quando però comunicare diventa un lavoro si parla, solitamente, di “pubblicità”.
Nei mesi di aprile e maggio i ragazzi del terzo anno di Grafica e Comunicazione dell’Itet "Vittorio Emanuele III" di Lucera si sono occupati proprio di queste tematiche grazie ad un’esperienza di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, l'ex Alternanza Scuola-Lavoro) in collaborazione con lo studio di grafica pubblicitaria e nuove tecnologie Festina Lente.
La collaborazione tra l’Istituto e lo Studio ha portato allo sviluppo da parte degli studenti di un progetto di comunicazione volto a valorizzare la propria scuola.
Durante il percorso, gli alunni, guidati da Giovanni Viola, fondatore di Festina Lente, hanno approfondito concetti teorici innovativi e gli strumenti utili a realizzare una campagna comunicativa del terzo millennio. Successivamente, la classe si è impegnata nella realizzazione degli elaborati multimediali riportata nella galleria d’immagini riportata in basso.
"Lo sviluppo di una campagna di comunicazione non parte direttamente dall’idea creativa - ha spiegato Viola - bensì da una fase di documentazione, ricerca ed analisi durante la quale si raccolgono tutte le informazioni utili a rispondere alle domande cruciali, ad esempio: chi è l’azienda a cui dobbiamo dare 'voce'? Chi è il nostro pubblico di riferimento? Qual è il nostro budget? Come dobbiamo parlare? E via dicendo…".
I giovani pubblicitari hanno avuto la possibilità di comprendere che per avere un quadro più chiaro e definito della situazione è necessario porsi molte domande a cui trovare risposta. Hanno scoperto, ad esempio, che una campagna di valorizzazione per una Scuola Secondaria di Secondo grado deve rivolgersi a un doppio pubblico: i futuri studenti (ragazzi dai 12 ai 14 anni) e i loro genitori (35+).
Ciò significa dover veicolare i propri messaggi su canali di comunicazione appropriati alle due categorie: per intercettare i più giovani, gli studenti hanno pensato di pubblicare post e stories sui canali Instagram e aprire un account Twitch (una piattaforma di streaming video per giovani appassionati di videogame e non solo) in cui pubblicare stream di gameplay oppure chiacchierare in talk serali con ospiti come altri studenti o docenti su temi di attualità locali o mondiali.
Per quanto riguarda i genitori dei futuri studenti dell’Itet, la classe ha intercettato questa utenza principalmente su Facebook, con la classica cartellonistica cartacea e con la presenza di banner ed articoli sulle testate giornalistiche locali più seguite come Luceraweb: proprio questo articolo è infatti parte del piano di comunicazione ed è stato realizzato in collaborazione con una delle studentesse. 
Il corso, svolto tutto purtroppo in modalità di didattica a distanza a causa delle restrizioni anti Covid, ha dato anche modo di discutere su argomenti d’attualità per comprendere come la pubblicità possa/debba porsi nei confronti di ciò che accade nel mondo. "Schierarsi apertamente a favore (o contro) movimenti come Black Lives Matter o #MeToo, supportare o meno il Ddl Zan comporta per l’azienda delle conseguenze positive o negative in termini di immagine - ha aggiunto Viola - è impossibile poter pensare di insultare qualcuno ed aspettarsi che questo venga a comprare nel nostro negozio, no? Come dichiara la terza legge della dinamica 'ad ogni azione corrisponde una reazione esatta e contraria'!".
Discutere di queste tematiche ha portato gli studenti ad acquisire una maggiore consapevolezza di ciò che sarà il loro futuro lavoro. Nonostante la giovane età dei “collaboratori”, la classe ha seguito lo sviluppo del progetto secondo un flusso di lavoro di livello universitario-professionale, con tempistiche scandite da revisioni di gruppo, consegne e scadenze: ovviamente nessuno dei ragazzi è stato licenziato ma non sono mancate le occasioni per qualche ramanzina.
"Non posso negare il senso di vuoto provato alla fine di questa esperienza - ha concluso Viola - perché confrontarsi con i nostri ragazzi, ascoltare le loro idee, parlare delle loro passioni oppure della situazione socio-politica della nostra Lucera è stata una fonte di preziosissime informazioni a cui noi tutti 'adulti' dovremmo attingere per migliorare noi stessi e la nostra città. Adesso per i ragazzi è il tempo di una meritata vacanza!"

Red.

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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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