12/07/2021 11:52:02

Comune senza personale, resti chi può

Se si potesse scattare una fotografia del Comune di Lucera, di persone se ne vedrebbero davvero poche, nonostante il rientro del sindaco Giuseppe Pitta con una maggioranza nuova per metà. Perché se è vero che sono tornati a Palazzo Mozzagrugno alcuni personaggi che mancavano da tempo, con uno stuolo di fedelissimi senza incarichi veri ma già piuttosto attivi in vari settori, il vero problema è legato al personale dell’ente che in questo momento è senza segretario generale, senza dirigente tecnico e con diversi uffici sostanzialmente sguarniti, tra ferie estive e pensionamenti.
Giuseppe de Scisciolo (nella foto in alto) ha salutato tutti nel Consiglio comunale di fine giugno, incassando il consenso e l’apprezzamento unanime per i suoi sette anni alla guida dell’apparato tecnico-amministrativo del Comune, coincisi sostanzialmente con l’era (terminata) di Piazza Pulita al governo della città. Scelto da Antonio Tutolo nel 2014, ha continuato fino al pensionamento dopo 37 anni di servizio, lasciando un convincente ricordo positivo da parte di tutti sia dal punto di vista umano che professionale, circostanza non scontata e in effetti non avvenuta con i suoi predecessori.
“Sono stati sette anni molti belli e gratificanti – ha commentato a Luceraweb – che mi hanno arricchito molto e spero di aver contribuito alla crescita di questa città che merita tanto, e che può essere veramente un punto di riferimento per la Capitanata”.
Da un paio di settimane è in corso il casting per nominare il sostituto, con una rosa di almeno quattro nomi che negli ultimi giorni si sarebbe già assottigliata verso la scelta definitiva di competenza del sindaco. 
Non va meglio nell’area tecnica, visto che da un mese e mezzo non c’è il dirigente di un settore che rappresenta un asset fondamentale di qualunque ente pubblico. Al funzionario Antonio Lucera è scaduto il contratto il 31 maggio, non è stato rinnovato per carenza di fondi e l’unica soluzione possibile in questo momento è l’utilizzo di una figura “prestata” dalla Provincia di Foggia, così come anticipato dallo stesso Pitta in occasione del ritiro delle sue dimissioni, in attesa di trovare per l’anno nuovo la figura giusta e soprattutto stabile.
E poi ci sono tutti i vari uffici per i quali basta un dato per tutti: nel 2020 sono andate in pensione 10 persone e altre cinque all’anno lo faranno nel prossimo periodo 2021-2023. Non a caso, il piano del fabbisogno di personale indica l’assunzione di almeno 24 persone nel giro di due anni, con il ricorso alla cosiddetta “mobilità” come soluzione principale, visto che di concorsi e procedure diverse non se ne vede nemmeno l’ombra. Emblematico il caso di un geometra del Comune al quale è stato chiesto, e ottenuto, di rinunciare ad andare in pensione con la formula “Quota 100”, accettando di proseguire l’attività in un ufficio nel quale non si sarebbe potuto sostituirlo.  
Nel frattempo fioccano le cause di lavoro intentate dai dipendenti, spesso utilizzati per mansioni superiori rispetto a quelle che competerebbero. Alcune sono già in stato avanzato, e con richieste di centinaia di migliaia di euro, e altre si vedono all'orizzonte, e alla fine questa gestione ricade comunque sulle tasche della collettività. In definitiva, si tratta di una situazione drammatica di cui avvertono la gravità solo i cittadini che hanno un contatto diretto con i servizi erogati a Corso Garibaldi, che sia una pratica da chiudere o un certificato da rilasciare, passando per un’autorizzazione da ottenere o un finanziamento da richiedere. 
E i risultati e i benefici sulla collettività si vedono. Anzi non si vedono proprio.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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