13/07/2021 18:56:59

Crescono le polemiche sulle Feste patronali

Con l’avvicinamento alla Feste patronali, si intensifica il dibattito generato dalle disposizioni vescovili di vietare sostanzialmente tutte le manifestazioni sacre e profane nei giorni di esaltazione dei santi protettori delle città e anche dei singoli quartieri.
Nella diocesi di Lucera-Troia naturalmente il primo fronte caldo sono le celebrazioni di Santa Maria Assunta e quelle dei Santi Patroni, con quest’ultimo appuntamento fissato già per domenica prossima e nei giorni a seguire. In questo secondo caso a tentare di smuovere le acque ci ha provato il sindaco Leonardo Cavalieri, il quale aveva chiesto pubblicamente al pastore campano di fare almeno la concessione della processione dei cinque busti (Urbano, Ponziano, Secondino, Eleuterio, Anastasio) senza la partecipazione del popolo che sarebbe rimasto ai margini del percorso, comunque nel rispetto delle regole anti Covid. La risposta è arrivata, e anche piuttosto stizzita da parte del vescovo: “Che senso avrebbe una processione, segno del popolo di Dio in cammino con i Santi protettori, senza l’attiva partecipazione del popolo credente e fedele?”, è scritto in una nota uscita da Piazza Duomo, riconfermando i divieti sulle processioni, adottati dalla Conferenza Episcopale Pugliese e concordati con le rispettive prefetture, evidenziando la “scortesia personale e istituzionale” dell’iniziativa e rivendicando “la tutela della salute del popolo” proprio con questo tipo di provvedimenti. 
Insomma, ancora una volta Giuseppe Giuliano non l’ha presa bene, scrivendo una nuova pagina del già lungo libro di tensioni con i sindaci dei comuni facenti parte della chiesa locale, spesso risentiti per le decisioni che hanno riguardato i cambi dei parroci o altri provvedimenti di carattere pastorale. L’ultimo caso clamoroso era stato registrato a Carlantino, con Graziano Coscia che non ha certo nascosto il suo disappunto per il trasferimento di don Stefano Tronco, poi destinato a Roseto.

Il vescovo, però, ritiene di avere padronanza anche su quello che non riguarda l’aspetto strettamente spirituale delle celebrazioni, sulla base di una vecchia tradizione consolidata che gli assegna la facoltà di nominare il Comitato Feste e quindi di disporre anche della materia mondana, salvo essersi disimpegnato già dal 2019 dai grandi e dispendiosi eventi canori di piazza, "scaricati" con una lettera al Comune che poi a sua volta li ha aboliti. Qualcuno a Lucera comincia a mettere in discussione questa "competenza allargata", soprattutto se non vengono spiegate quali siano le controindicazioni all'intervento musicale di una banda che si esibisce in maniera itinerante, all’allestimento delle luminarie - che peraltro l'anno scorso c'erano, nonostante una situazione epidemiologica ancora più difficile - o ad altri elementi che possano da un lato favorire comunque un clima di festa e dall’altro alimentare l’economia di maestranze del territorio lungamente sofferenti per il periodo pandemico, esigenze manifestate anche da altri vescovi della regione, a partire da quello di Lecce Michele Seccia che ha citato proprio questi esempi per allargare le maglie delle restrizioni.
Il sindaco Giuseppe Pitta ha promesso di volergli parlare personalmente, ma ha già messo le mani avanti, facendo capire che non nutre troppe speranze su una qualche “apertura”.
Questo atteggiamento di chiusura si evidenzia comunque anche negli aspetti liturgici, visto che non sono pochi quelli che gradirebbero perlomeno le celebrazioni più importanti all’aperto di Piazza Duomo, adeguatamente regolamentate, così come accade altrove, per coinvolgere quanto più possibile il popolo, cominciando dalla sempre tanto partecipata “Consegna delle Chiavi” del pomeriggio del 14 agosto, riservata quindi a un paio di centinaia di privilegiati che possono avere l’accesso contingentato in Cattedrale. 

 

Riccardo Zingaro 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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