15/07/2021 09:57:23

I compensi dei politici (per ora) non si toccano

Il verbale del Consiglio comunale del 28 giugno scorso è pieno di promesse solenni e dichiarazioni di grande volontà, ma su un argomento talmente delicato e scivoloso che alla fine bisogna pesare bene le parole, prima che i soldi a cui rinunciare. 
La questione è molto semplice: qualche mese fa un consigliere comunale di minoranza aveva proposto la decurtazione dei compensi per gli amministratori pubblici di Lucera, in particolare per il sindaco e presidente del Consiglio (-35%) e per gli assessori (-30%), oltre all’azzeramento totale per i consiglieri che però già percepivano pochissimo e anche con grande difficoltà. 
Incidentalmente quel consigliere comunale nel frattempo è passato in maggioranza, quindi i destinatari dei corposi tagli sono diventati alleati politici e pure parenti reali.
Durante l’ultima seduta c’era chi aspettava al varco Giuseppe De Sabato, tanto che l’argomento è stato inserito nell’ordine del giorno da quella che oggi è la nuova minoranza, e non da lui che lo aveva promosso ad aprile.
Nel suo intervento ha chiesto di ritirare l’accapo, dichiarando che la decisione non si sarebbe potuta prendere in quella sede, perché “manca un regolamento che disciplini la materia – ha spiegato - e mancano i pareri tecnici. E’ inutile approvare la delibera senza gli opportuni provvedimenti attuativi. Ma prendo il personale impegno di redigere tutti i testi necessari, magari con l’aiuto delle commissioni competenti. Sediamoci insieme e mettiamo a punto gli atti”.

Dichiarazioni non gradite nelle fila di quella che è sempre stata la minoranza. Francesco Di Battista ha chiesto di approvare comunque la vecchia mozione che è stata presentata già ben articolata, anche per dare un segnale politico importante, mentre Fabrizio Abate ha parlato di “farsa derivata da comportamenti dettati dalla situazione attuale, capovolta rispetto al momento della presentazione della proposta”.
La ribattuta del sindaco Giuseppe Pitta è stata affilata: “Non può parlare chi ha percepito sei anni di stipendio senza alcuna riduzione, e poi la beneficenza non è obbligatoria ed è del tutto personale”. 

Una delle poche cose già assodate è che il fondo apposito dei risparmi ottenuti debba essere destinato ai settori dei servizi sociali, commercio e attività produttive. 
La questione sarebbe quindi solo rimandata a una tempistica però tutt’altro che certa, così come non è ancora chiaro se le detrazioni (intorno ai 4 mila euro al mese totali) avranno durata limitata e legata alla situazione del momento o strutturata almeno fino alla fine della consiliatura.
A ogni modo, hanno prevalso i numeri della maggioranza che infatti ha approvato il ritiro dell’argomento, con il parere contrario della minoranza che ora però è alla finestra, in attesa di vedere gli sviluppi concreti e i tempi di attuazione del proposito mai registrato prima in maniera così allargata.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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