21/07/2021 08:16:41

Problemi e soluzioni ‘per il bene della città’

Sulla crisi politica al Comune di Lucera è tornata una relativa calma. Si potrebbe quasi dire che un po’ tutti si sono “fatti capaci”, ciascuno secondo le proprie (vecchie e nuove) posizioni. Si vede ancora qualche fiammata, mentre gli ultimi veri fuochi sono emersi nell’ultima seduta del Consiglio comunale che ha riservato un apposito spazio alla discussione. Il Teatro Garibaldi è stata la location perfetta per cercare di far capire qualcosa in più agli spettatori collegati via streaming, ma pure questo tentativo è andato parzialmente fallito, visto che c’è stato un buco di circa un’ora e mezza nella trasmissione che non ha registrato diversi interventi proprio sul delicato argomento.
Rispetto al 20 maggio scorso, quando tutto è scoppiato e cambiato irrimediabilmente, c’è comunque un nuovo copione, un nuovo cast e una nuova storia da raccontare ai cittadini, anche se il titolo resta sempre lo stesso: “Per il bene della città”.
Il sindaco Giuseppe Pitta ha presentato la sua nuova Giunta, nella maggioranza si è rivelato ufficialmente il nuovo gruppo consiliare dei “Popolari” guidato da Maria Barbaro e composto anche da Gianpaolo Conte e Rossella Travaglio. L’ex esponente degli Agricoltori Pasquale Colucci si è dichiarato “indipendente” ma può contare anche lui su un parentela nell’esecutivo, con l’assessore Michele Cedola che è espressione proprio dei “Popolari”.  
Come ogni spettacolo che si rispetti, non sono mancate gaffe, dimenticanze o piccoli incidenti. Il neo titolare del Bilancio e Tributi Antonio Buonavitacola (sostituito nella carica di consigliere da Lucia Zoppicante prima dei non eletti in Forza Italia), per esempio, è entrato subito nel ruolo anche politico, facendo il suo debutto con una dichiarazione raggelante per mezza maggioranza: “Dobbiamo far tornare Lucera allo splendore di una volta, visto che veniamo da sette anni di cenere”. Forse voleva dire sei, perché altrimenti include anche i primi otto mesi di guida della città a opera del suo stesso nuovo capo politico. Pitta ha incassato ancora una volta, riservandosi successivamente di sottolineare che lui “non rinnega nulla del suo passato. Rifarei tutto”. 

I fuoriusciti Vincenzo Checchia e Francesca Niro si stanno ancora leccando le ferite politiche e (dicono) umane a seguito dello strappo operato da loro stessi, Fabrizio Abate ha attaccato la vecchia maggioranza e pure i neo entrati, peraltro facendo una rivelazione che finora il segretario del Pd aveva cercato di dissimulare, o quasi negare, invocando il “buon nome del partito”. “Noi tre consiglieri comunali non eravamo tutti concordi sulla stessa linea da tenere – ha dichiarato Abate – ma io lo avevo detto dall’anno scorso che l’esperienza di ‘Piazza pulita’ era finita con le dimissioni di Antonio Tutolo. Non potevamo sostenere chi ha riabilitato un certo modo di fare politica e i suoi rappresentati eletti. Abbiamo programmi diversi, una coerenza e un dignità. Pitta ha imbarcato quelli che hanno votato contro il Bilancio, e oggi uno di quelli è assessore al Bilancio”. Non è casuale che l’ultimo critico irriducibile sia Francesco Di Battista, che proprio insieme ad Abate rappresenta un fuoriuscito anche precedente a quelli recenti, tanto da aver scelto entrambi una strada diversa già dalla campagna elettorale, non riconoscendo la leadership di quello che poi è diventato sindaco. “Questo è stato un ribaltone finalizzato solo alla sopravvivenza politica – ha detto nel suo intervento – visto che siete concordi nella contrapposizione al vostro vero nemico comune, cioè Antonio Tutolo”.

Il sostegno all’operazione è arrivato dal neo entrato Raffaele Iannantuoni, rappresentante di Italia in Comune che quindi ha aderito senza defezioni all’ingresso in maggioranza, il quale si è lamentato di come sia stato descritto negli ultimi tempi. “Abbiamo cercato di scongiurare una crisi al buio e un altro periodo di commissariamento – ha affermato – perciò abbiamo fatto politica e non mercato politico”. Di “crisi immotivata e irresponsabile, con rischi e conseguenze inimmaginabili”, ha invece parlato Maria Barbaro che ha attaccato apertamente i gruppi “Con” e Agricoltori per la condotta politica tenuta negli ultimi mesi, rilevando che tutto sia precipitato “proprio quando ci siamo fatti promotori della creazione del nostro nuovo gruppo che fa riferimento al consigliere regionale Sergio Clemente”. Giuseppe De Sabato ha invece invocato la coesione necessaria per lavorare insieme a risolvere i problemi. “Non accettiamo lezioni di coerenza – ha detto – abbiamo fatto tutto alla luce del sole”.

Infine Pitta, al quale è stato riservato l’intervento finale di risposta e rilancio di concetti già espressi durante i giorni della crisi.
“La città giudicherà per questa azione immotivata superficiale e mal riuscita, e io sono pronto a farmi da parte, ma almeno dopo aver provato a migliorare le cose. Io volevo che la delega al Bilancio andasse alla minoranza, ma i miei consiglieri me lo hanno impedito. Avere un brutto carattere non è un buon motivo per far saltare tutto, mandando gli assessori allo sbaraglio e abbandonando una maggioranza votata dai cittadini. Io non me ne sono andato, anche perché sono stato sempre eletto e non nominato, perciò sarebbe stato più facile fare il martire. E poi è falso che io sia nemico di Tutolo che ho votato e sostenuto alle Regionali”.

Riccardo Zingaro
 
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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