03/09/2021 17:27:51

L’anarchia delle Feste patronali

Ancora una volta galeotti sono stati i social. La diffusione delle immagini della festa di San Giovanni a Motta (foto in alto), e prima ancora quelle di San Rocco a Castelluccio Valmaggiore (foto in basso), hanno rinfocolato il malcontento e le polemiche per quanto (non) accaduto a Lucera in occasione delle Feste patronali. Al netto dei soliti “cuor di leone”, risoluti e battaglieri privatamente ma pubblicamente attenti a non schierarsi per evitare qualsiasi fastidio o rimostranza del potere di turno, le questioni puramente logistiche delle celebrazioni dei rispettivi santi hanno assunto una dimensione diocesana. A Lucera e a Troia il vescovo Giuseppe Giuliano ha insistito nel vietare qualsiasi manifestazione esterna alle chiese, sventolando le disposizioni della Conferenza Episcopale Pugliese che ha escluso “le processioni, il trasferimento delle immagini sacre e anche i momenti di preghiera che rischiano di creare assembramenti”. 
Invece si è visto che praticamente queste sono state applicate alla lettera solo nelle due sedi episcopali, perché nel resto della diocesi è stato fatto di tutto e di più, tranne la processione vera e propria, tra messe all’aperto, spostamenti di statue, fuochi d’artificio e spettacoli musicali. Nella stessa Foggia, peraltro, sede della metropolia, il tavolo dell’Iconavetere è stato portato, alla presenza dell’arcivescovo Vincenzo Pelvi, dalla Cattedrale a Piazza XX Settembre dove è stata officiata l’eucarestia.
E allora come la mettiamo che a Lucera non è stato possibile far uscire Santa Maria Patrona nemmeno sotto il portale della chiesa angioina? Eppure la tradizione del 14 agosto prevede proprio il giro di Piazza Duomo. Inutile dire che si sarebbero potute trovare tante soluzioni per contemperare le doverose esigenze normative e le legittime richieste popolari, mentre non è inutile rammentare che qualsiasi ipotesi è stata categoricamente stroncata sul nascere da chi lucerino non è, ma decide e dispone sulla festa locale, mostrando scarsa capacità di ascolto e ancora meno autorevolezza e credibilità istituzionale e pastorale
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La festa di San Rocco a Castelluccio Valmaggiore

Perché a questo punto vanno date, anche con la pretesa, delle spiegazioni ai fedeli di Lucera e Troia su come sia stato possibile assistere a Feste patronali decisamente diverse nell’ambito dello stesso territorio diocesano. Il sindaco Giuseppe Pitta ha la grande occasione di mostrare attivismo sul tema che riguarda la totalità della città che intende custodire e salvaguardare il proprio patrimonio di devozione e tradizione, e quindi faccia una domanda formale per conto dei cittadini che rappresenta. Non è necessario un Consiglio comunale. Perché la vera notizia sarebbe anzitutto una risposta degna di tal nome. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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