09/09/2021 15:22:24

Le ‘due teste’ a rischio restituzione

Rischiano di andare a finire chissà dove le due teste di terracotta della Stipe votiva del Salvatore che furono acquistate a dicembre 2019 dalla Fondazione Apulia Felix. Lo preannuncia direttamente il presidente Giuliano Volpe che in una lettera dai toni risoluti lamenta il disinteresse del Comune di Lucera nell’esporre al pubblico i due preziosi reperti già consegnati al Museo Fiorelli.
“Avevo anche già provveduto a fornire foto e testi per la predisposizione di un pannello illustrativo, e di un’apposita bacheca”, ha rivendicato Volpe.
L’iniziativa dell’archeologo barese è in effetti l’ultimo capitolo di una serie di sollecitazioni, anche pubbliche, già avanzate formalmente e verbalmente, ma senza riscontro amministrativo, burocratico e soprattutto logistico.
“A questo punto credo che la Fondazione sarà costretta a revocare la donazione - ha scritto ancora - e a richiedere la restituzione delle teste che saranno donate ad altro museo evidentemente più interessate a ricevere ed esporre tali pezzi archeologici”.

Le due teste furono rilevate durante un’asta allestita dalla Casa Pandolfini di Firenze, anche grazie ai contributi dei cittadini che parteciparono con 4.000 euro di offerte. Il totale speso fu di 7.500 euro (1.000 per la più piccola e 6.500 per l’altra), ma non fu possibile prendere anche la terza che fu aggiudicata ad altro ignoto acquirente per altri 3.500 euro. Nei due mesi precedenti vi fu una sorta di mobilitazione popolare quando si scoprì la presenza di queste testimonianze che risalgono intorno al III sec. a.C., facenti parte di un grande patrimonio fittile già in parte custodito ed esposto al Museo di Via de Nicastri.

Sulla questione hanno affondato i consiglieri comunali del Gruppo CON: “Esprimiamo tutta la nostra amarezza e disapprovazione per una figuraccia annunciata che dimostra nuovamente la disattenzione e noncuranza dell’Amministrazione Pitta nei confronti del nostro inestimabile patrimonio artistico, nonché la conseguente mancanza di una vera programmazione turistica. Quest’occasione persa è ancor più colpevole se si pensa che l’aggiudicazione dei reperti era stata possibile grazie ad uno spontaneo moto popolare che aveva portato innumerevoli cittadini di Lucera, anche fuori sede, a dare un loro contributo economico. Ci chiediamo se sia ancora il caso di fregiarsi dell'appellativo di Città d'Arte, vista la scarsa sensibilità mostrata nei confronti del prezioso patrimonio artistico cittadino. Il nostro auspicio è che l'Amministrazione comunale ponga rimedio al più presto e concretamente a questa imperdonabile gaffe, preparando tutti gli atti necessari alla musealizzazione dei reperti, a cominciare dalla delibera di giunta comunale di acquisizione degli stessi al patrimonio del Comune di Lucera”.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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